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mercoledì 26 luglio 2017

I portali delle banche online a rischio?

Da ZeusNews

Il trojan che ruba i dati bancari
Rilevata una nuova versione del pericoloso NukeBot.

di ZeusNews, 24 lug 2017

NukeBot è un nuovo malware progettato per rubare le credenziali dei clienti dei servizi di online banking. 
Le versioni precedenti del trojan erano note agli esperti di sicurezza come TinyNuke, ma non disponevano delle funzionalità necessarie per lanciare degli attacchi. 
Le ultime versioni, invece, sono completamente funzionanti e contengono il codice per prendere di mira gli utenti di banche specifiche.



Sebbene la comparsa di una famiglia malware in the wild non sia insolita, il fatto che i criminali dispongano di una versione del trojan pronta a sferrare un attacco, significa che molto presto potrebbero avviare una campagna dannosa su vasta scala e infettare diversi utenti.

NukeBot è un trojan bancario. 
Al momento dell'infezione, "inietta" il codice dannoso nella pagina web di un servizio bancario online visualizzato nel browser delle vittime, ruba i loro utenti e altera le loro credenziali.

Esiste già un certo numero di sample di questo trojan in the wild che sono stati condivisi sui forum di hacking underground. La maggior parte di questi sample sono bozze di malware ancora grezzi e mal funzionanti. Tuttavia, alcuni di questi già costituiscono una reale minaccia.

Alle nuove "versioni da combattimento" di NukeBot sono state apportate delle migliorie al codice sorgente e alle capacità di attacco. Tra le altre cose queste versioni contengono iniezioni di pezzi specifici di codice, che imitano parti di interfaccia utente di veri e propri servizi bancari online.

Kaspersky segnala di aver individuato alcune modifiche apportate a NukeBot che non hanno funzionalità di iniezione web e sono state progettate per rubare le password di posta elettronica e browser. Ciò significa che gli sviluppatori delle nuove versioni potrebbero mirare ad ampliare la funzionalità di questa famiglia di malware.


Post:
Il "trojan" funziona sul website, non sull'app.   Inoltre nessuna banca è rimasta indietro, oggi come oggi.
Per prima cosa alcune banche mascherano in parte il codice cliente e data di nascita (ammesso e non concesso che riescano a superare il pin), anche dovessero esser fortunati di svolgere operazioni bancarie, senza un ulteriore pin che differisce da quello d'ingresso, nessuna operazione può andare in porto.

giovedì 21 gennaio 2016

Come sarebbero i confini delle nazioni in base alla popolazione online?



Un esperimento dell’Oxford University Institute mostra i confini del mondo modificati sul numero di persone che hanno accesso al web

di Paolo Anastasio (@PaoloAnastasio1), 15 gen 2016


Come cambierebbe la mappa della Terra se le dimensioni dei singoli stati fossero calcolate in proporzione al numero di persone che hanno accesso a Internet, mantenendo inalterata la forma geografica di paesi e continenti? La mappa del mondo assumerebbe proporzioni ben diverse da quelle della cartina geografica, con molti paesi che letteralmente sparirebbero dalla faccia della Terra e interi continenti, come ad esempio l’Africa, che vedrebbero le loro dimensioni ridursi in maniera evidente.
L’Africa diventerebbe molto più piccola, eccezion fatta per la Nigeria e l’Egitto. Ma anche l’Europa cambierebbe non poco, con Germania, Francia e Regno Unito che diventerebbero molto più grandi di quanto non siano in realtà trasformando il Vecchio Continente.

Giappone, Corea del Sud, Oceania e Nord America ‘ingrasserebbero’ parecchio (ma anche singoli paesi come Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Qatar), visto che più dell’80% della popolazione accede a Internet. L’India, al contrario dimagrirebbe, visto che la percentuale di popolazione in Rete è inferiore al 20%.



Certo, è chiaro che in questo gioco contano i numeri assoluti di abitanti di ogni singolo paese: Cina e India partono svantaggiate vista la percentuale ridotta di internauti rispetto alla popolazione complessiva, ma limitano i danni perché in termini assoluti possono vantare numeri più alti di accessi.

La mappa mondiale della popolazione online è stata realizzata dall’Oxford University Internet Institute utilizzando i dati ufficiali del 2013 della Banca Mondiale. In base ai calcoli, l’Asia è il continente più connesso, con 1,24 miliardi di utenti Internet, pari a poco meno della metà degli utenti globali della Rete.

La Cina è il primo paese in valori assoluti per accessi, con 600 milioni di utenti online, seguita dagli Stati Uniti (270 milioni), dall’India (190 milioni) e dal Giappone (110 milioni).

In Europa, diversi paesi contano una percentuale di internauti superiore all’80%, fra cui gli stati scandinavi, la Germania, la Francia, il Regno Unito, Belgio, Olanda, Austria, Svizzera. L’Italia si ferma nella fascia compresa fra il 40% e il 60%.