lunedì 17 febbraio 2014

Curiosità sul più famoso motore di ricerca: Google


Da Wired

Tutto quello che non sai di poter fare con Google


Easter eggs, curiosità, scorciatoie, comandi avanzati. Big G è ricco di risorse (e di giochini) che vale assolutamente la pena conoscere. Ecco un piccolo elenco

di Ilaria Orrù, 12 feb 2014


“Si può essere seri anche senza giacca e cravatta”. La nona delle 10 verità di Google, ovvero un decalogo che riassume i valori fondamentali dell’azienda, descrive in maniera semplice ed efficace lo spirito dei fondatori Larry Page e Sergey Brin. Spirito che continua a riflettersi in tutti i prodotti di Big G, anche se con numerose e probabilmente inevitabili contraddizioni.
Se da una parte abbiamo un’azienda vincente, ricca sfondata e innovativa (anche se non priva di lati oscuri), portata al successo da fondatori e dipendenti dalle competenze eccellenti, dall’altra abbiamo uno spirito “giocoso” divenuto quasi un marchio di fabbrica di Mountain View. Basti pensare ai suoi leggendari uffici che, come scrive la stessa Google, hanno tutti degli elementi in comune: murales, videogiochi, tavoli da biliardo, cucine super fornite. Un certo dualismo emerge anche dando un’occhiata a tutti i trucchetti, easter egg e giochini nascosti nel motore di ricerca. Alcuni comandi sono utili per sfruttare al meglio le enormi potenzialità di Google, ed è un peccato non conoscerli. Altri sono simpatici giochini, spesso con riferimenti very nerd.
Vezzi geek a parte, Google è un gigante che ormai ha raggiunto numeri impressionanti. Qualche esempio? Il motore di ricerca indicizza – tenetevi forte – 60 trilioni di pagine Web individuali. È il sito più visitato di Internet con più di un miliardo di ricerche effettuate ogni giorno da 146 Paesi diversi e si stima che abbia oltre  un milione di server (Big G mantiene il riserbo sulla cifra esatta, ma una stima del 2010 parlava di 900mila server). Niente male per un’azienda nata nel proverbiale garage, fondata da due allora studenti di belle speranze dell’Università di Stanford, Larry Page e Sergey Brin. I due, secondo quanto racconta Steven Levy nel libro “Rivoluzione Google“, sono stati fortemente influenzati dal metodo montessoriano durante la loro formazione. Il metodo di Maria Montessori (a cui Google ha dedicato un doodle) pensa che i bambini debbano perseguire i loro interessi, e non semplicemente seguire ciò che dice l’autorità. Sono famose le parole di Marissa Mayer: “Non puoi capire Google finché non sai che sia Larry che Sergey erano bambini Montessori”.
Insomma, il punto del discorso è che Google è senza dubbio il motore di ricerca più efficiente al mondo, ma questo non gli impedisce di darsi anche al cazzeggio. Il che, fra l’altro, ci sembra un’ottima cosa. 
Nella gallery qui sotto abbiamo raccolto sia alcuni comandi utili per le ricerche quotidiane, dalle più banali a quelle leggermente più approfondite, sia i giochini divora-tempo totalmente inutili. Ma anche alcune curiosità.


"Aspetta, lo cerco su BackRub"
Google non si è sempre chiamata così: il suo primo nome di battesimo è stato BackRub





Atari Breakout


Atari Breakout 

Gli anni '80 non saranno mai celebrati abbastanza! Digitate "Atari Breakout" su Google Immagini e preparatevi a buttare il vostro tempo col mitico giochino e i suoi mattoncini



Cercare informazioni su una foto


Cercare informazioni su una foto 

Big G effettua ricerche anche partendo dalle foto: andate su "Immagini" e cliccate sulla fotocamera per inserire l'URL della foto o caricarne una direttamente dal PC 




Dati, dati e ancora dati


Dati, dati e ancora dati

 
Big G vi aggiorna subito su parametri utili per fotografare la situazione dei vari Paesi. Provate a digitare "prodotto interno lordo", "disoccupazione", "popolazione", "debito pubblico" seguiti dal nome della nazione che vi interessa. Appariranno subito delle schede con tutti i dati richiesti 



Cosa guardo, cosa ascolto?

Cosa guardo, cosa ascolto?

Digitate il nome di attori o artisti seguiti da "film" o "album" e appare subito lo slideshow completo 





Cinemino

Cinemino

 Altrettanto facile trovare la programmazione dei cinema di una qualsiasi città. Basta digitare, ad esempio, "film Milano" e Google fornisce subito l'elenco di tutti i film presenti nelle sale del capoluogo lombardo 





Trovare le foto giuste


Trovare le foto giuste

 
Cliccando su "strumenti di ricerca" si può restringere il campo di ricerca delle immagini, filtrando per data di inserimento, formato, diritti di utilizzo ed altre opzioni 





Musica per tutti


Musica per tutti 

Per trovare i brani preferiti su YouTube basta scrivere "canzoni" e il nome del cantante o del gruppo che vi va di sentire. Cliccando sui singoli brani si accede direttamente ai video 





Ricerca dentro i siti

Ricerca dentro i siti

 
Molti siti hanno dei motori di ricerca inefficati: basta digitare, ad esempio, "site:wired.it" per ottenere solo risultati interni al sito. E se scrivete "Related:wired.it" Google vi presenterà un elenco di siti simili - in questo caso - a Wired 




Google nel 1998

Google nel 1998

Digitando "Google in 1998" su Google.com appare la prima homepage di Big G. Come vi sembra? Sì, era un po' scarna, ma già riconoscibile. Fatta una ricerca nel Google anni '90 si viene catapultati di nuovo nel 2014 





Da dove viene il design della homepage?


Da dove viene il design della homepage?

 
Page e Brin, anche se non si intendevano tantissimo di HTML. Il primo logo, invece, è stato realizzato dal solo Brin grazie ad un software di fotoritocco: all'inizio comprendeva anche un punto esclamativo, che poi è stato rimosso 




Binary

Binary 

Piccolo vezzo nerd. Digitando "binary" il numero dei risultati appare scritto in codice binario 







Il primo cinguettio


Il primo cinguettio 

La faccenda del codice binario piace parecchio agli inquilini di Mountain View. Il linguaggio è stato scelto anche per l'esordio su Twitter, nel febbraio 2009. Il significato della frase? "Mi sento fortunato" 




Non così

Non così "lucky" 

Il pulsante "Mi sento fortunato" è responsabile di una perdita di 110 milioni in entrate pubblicitarie ogni anno: cliccandoci sopra, infatti, si saltano automaticamente risultati e annunci pubblicitari 






"Maestra, mi sono dimenticata la calcolatrice!" 

Se si digitano calcoli matematici direttamente sulla barra di ricerca, Google vi dà la risposta giusta. Se digitate "answer to life, the universe and everything" la risposta sarà, ovviamente, 42 






Pac-Man

Pac-Man 

Ah, il caro vecchio Pac-Man! In occasione del 30esimo anniversario del gioco, Google ha rilasciato questo doodle molto apprezzato dagli utenti. Si tratta del primo logo interattivo della storia di Big G. Ci si può giocare anche in più persone 






Separare l'inseparabile

Separare l'inseparabile 

Non mi è venuto in mente un esempio migliore. Comunque, il succo è che se volete un risultato che non includa qualcosa (in questo caso Brad senza Angelina) scrivete l'oggetto della vostra ricerca e un "-" davanti alla cosa/persona che volete escludere 





Zerg rush


Zerg rush 

Altro simpatico giochino. Scrivete "Zerg rush" sulla barra di ricerca e preparatevi a sparare... 





Filetype

Filetype

 Avete bisogno di trovare dei risultati solo in un determinato formato? E pensate che per Google questo sia un problema? Tzè. Se vi servono, ad esempio, solo file pdf, è sufficiente digitare "filetype:pdf " seguito dall'argomento desiderato. Funziona con con .docx, .pptx, .xlsx 






Che ore sono?

Che ore sono?

 Perché impegnarsi in calcoli basilari (ma noiosi) quando Google può fare tutto il lavoro in maniera rapida e pulita? Infatti. Per sapere l'orario di qualsiasi località al mondo basta digitare "Orario" seguito dalla città 









Il primo doodle


Il primo doodle

 Ecco il primo di una lunghissima serie di doodle. Messo online il 30 agosto del 1998, il logo è un omaggio al Burning Man Festival. Si narra che fu disegnato da Sergey Brin e Larry Page per avvisare gli utenti che si sarebbero assentati proprio per andare al festival




Previsioni del tempo

Previsioni del tempo 

Volete che Google non vi sappia dire che tempo fa in qualsiasi parte del globo terrestre, in qualsiasi momento e con tanto di previsioni? E in un battito di ciglia, ovviamente. Lo fa eccome. Basta digitare il nome della località seguito da "tempo"




Dal tramonto all'alba

Dal tramonto all'alba 

E ancora, Big G è davvero un campione nel fornire informazioni pratiche in tempi rapidissimi. Scrivendo "alba" o "tramonto" seguiti dal nome di una località, ecco gli orari specifici in cui si verificano i fenomeni





Bacon number

Bacon number 

Non trovo le parole per descrivere la bellezza di questa funzione totalmente inutile. Digitando il nome di un attore seguito da "Bacon number", Google vi dice i gradi di separazione fra il vostro attore e Kevin Bacon



Google è una Babele ordinata

Google è una Babele ordinata 

Una delle cose più belle del motore di ricerca è l'impressionante varietà linguistica. Su Google convivono più di 150 lingue, fra cui alcune assurde. Come ad esempio il Klingon, l'esperanto, ma anche la lingua Pirata






Google suggerisce

Google suggerisce 

Scrivete una frase, ad esempio "come cercare su Google", cancellate "cercare" e vi verranno suggerite una serie di ricerche correlate. Funziona anche utilizzando l'asterisco ("Google è *")




Anagramma

Anagramma 

Altro super lollone di Google. Se si cerca "anagramma" lui risponde "Forse cercavi: arma magna". E provate a chiedergli "ricorsivo".. ancora non vi basta? Digitate "find Chuck Norris" e cliccate su "mi sento fortunato". Oppure - adesso la smetto - "define anagram"








Converti questo

Converti questo 

Digitando ad esempio "1 dollaro in euro" o qualsiasi altra moneta Google ci dà il valore corrispondente. Converte misure di massa, velocità, temperatura, valute, tempo. Ma anche unità di misura digitali (tipo da "megabit a megabyte")




Lezioni di linguistica by Google

Lezioni di linguistica by Google 

Per sapere il significato di una parola digitatela preceduta da "definizione:". Con "etimologia" invece esce breve storia del termine




Grandi classici

Grandi classici 

Un grande evergreen: digitando "do a barrel roll" Google fa una bella capriola. Altro sempreverde: digitando "tilt" la pagina dei risultati appare un po' sghimbescia. Lo stesso risultato si ottiene con "askew"





Quando la ricerca si fa dura...

Quando la ricerca si fa dura...  

Con il simbolo "~" si cercano i correlati; con "intitle:" i termini contenuti in un titolo, con "intext:" nel testo




Cerca nella cache

Cerca nella cache 

Mettiamo che vi serva un'informazione, ma il sito Internet che la contiene non è disponibile. In questo caso è sufficiente digitare "cache:" con l'URL della pagina che vi serve. Apparirà subito ciò che cercavate. L'unico problema è che il risultato potrebbe non essere aggiornatissimo








Sport

Sport 

Google dà anche informazioni sulle partite. Solo digitando "Serie A" vengono fuori i risultati e il calendario. Se si mette, ad esempio, "Cagliari contro Milan" escono fuori i risultati, o le gare già disputate o quelle ancora da disputare. Il "vs" comunque va bene per mettere a confronto qualsiasi cosa



Siti bloccati e paywall

Siti bloccati e paywall 

Accesso a Facebook bloccato? Potete copiare la URL di un post, incollarla dentro Google Translate e "tradurla" da una qualsiasi lingua all'italiano. La versione tradotta dovrebbe funzionare per superare numerosi blocchi




Date

Date 

Mettendo due date separate da "..", due puntini, Google vi cerca i risultati pubblicati a partire da..a quella data






Google stalker

Google stalker  

In quanto a informazioni sui personaggi pubblici, Google è al limite dello stalking. Mettendo "età" seguito da un nome, otterrete subito la risposta che cercavate, senza dover passare da altre pagine. Lo stesso succede se digitate "altezza", "nascita" e addirittura "figli"

mercoledì 12 febbraio 2014

Il "virus" dell'irrazionalità

Da La Stampa

L’irrazionalità è come un virus, ma un vaccino ci salverà

Credere o non credere? Il nostro cervello è più manipolabile di quanto pensiamo
Boom di paure e teorie del complotto: si può rimediare con la politica “smart”

di Andrea Ballabeni, 12 feb 2014 (Bentley University, USA)


Nel mondo sono migliaia gli uomini e le donne che ogni anno muoiono a causa di credenze irrazionali che inducono molti a non seguire le migliori prassi di prevenzione. La ritrosia verso la pratica vaccinatoria ha alla base motivi diversi. Vediamo i principali. 

Se è vero che la paura per il rischio di autismo nasce da un vero studio scientifico, pubblicato negli Anni 90 e poi ritratto dalla letteratura per acclarati errori (una massa enorme di studi scientifici indica invece la mancanza di ogni associazione tra vaccinazioni ed autismo), altre credenze nascono da indagini giornalistiche che, non essendo in genere condotte da persone specializzate, presentano quasi sempre serie lacune metodologiche. Occorre, infatti, padroneggiare bene alcune aree del sapere, come l’epidemiologia, per poter condurre in modo rigoroso questo tipo di studi. 

Un errore che i non esperti spesso commettono è quello di non usare gruppi di controllo. Può succedere, ad esempio, che in un’indagine giornalistica si conti il numero di morti in un gruppo di persone sottoposte a vaccinazione, ma non si analizzi (o non lo si faccia in modo rigoroso) un gruppo simile di persone non sottoposte a vaccinazione. 

Altro problema è che i non addetti ai lavori, spesso, non capiscono appieno la differenza tra correlazione e causalità, nonché il concetto di «confounding factors», variabili che influenzano («confondono») l’interpretazione dei dati. Per fare un esempio non legato alle vaccinazioni, se la popolazione attorno ad un ripetitore ha una incidenza maggior di tumori, non è detto che questa sia dovuta al ripetitore. Potrebbe anche essere che quella popolazione è più anziana o più povera o semplicemente che esiste un altro inquinante nella stessa zona. 

I non esperti in materie scientifiche hanno poi scarsa dimestichezza con le analisi di tipo quantitativo. Si prendano ad esempio le polemiche su sostanze come thimerosal o squalene, presenti in alcuni vaccini. Molti non comprendono che la pericolosità di qualsiasi sostanza dipende dalla sua dose: tutto in grandi quantità è pericoloso (pure l’acqua), tutto in piccole quantità può essere innocuo (si veda la tossina botulinica usata per abbellirci). 

Un altro errore commesso spesso da chi non ha studiato alcune discipline è la differenza tra ex-ante ed ex-post. In occasione della pandemia influenzale del 2009 molti ritennero che la campagna pubblicitaria per la vaccinazione fosse stata esagerata. La prova, secondo loro, stava nel fatto che a fine stagione non si verificò nulla di apocalittico. Ma l’errore sta nel fatto che queste persone analizzano in modo ex-post qualcosa che dovrebbe, invece, essere analizzato con una mentalità ex-ante. All’inizio di ogni stagione gli esperti non sanno infatti quanto grave sarà l’influenza in arrivo né quanto efficace sarà il nuovo vaccino. Chi ha il delicato onere di decidere la politica sanitaria deve stimare tutti gli scenari e basare su queste stime l’analisi rischi-benefici. 

Altro concetto poco chiaro ai non addetti ai lavori è quello di «herd immunity», per il quale più persone si vaccinano e meglio è per la popolazione generale, comprese le persone che, per scelta sbagliata o per impossibilità, non sono vaccinate. La propria vaccinazione non serve, quindi, solo a se stessi, ma anche ad altre persone, in particolare quelle più a rischio come gli anziani. Non viene inoltre spesso compreso che un vaccino può avere un beneficio minimo sul rischio individuale (si pensi ad esempio al vaccino anti-influenzale), ma può su larga scala salvare migliaia di vite umane, nonché scongiurare un numero ancora maggiore di infermità temporanee e limitare la perdita di ore di lavoro. 

Esiste, infine, la solita atavica paura verso quello che non conosciamo, unita al fascino irresistibile per le trame oscure. Le case farmaceutiche hanno certamente i loro interessi e qualche volta riescono davvero ad influenzare qualche accademico o qualche politico. Ma basterebbe conoscere come avvengono i processi di ricerca e decisione che portano alle politiche di vaccinazione - processi portati avanti da gruppi di studio e lavoro in cui la maggior parte delle persone non ha conflitti di interesse finanziari - per rendersi conto che la realtà è molto più complessa delle semplicazioni naïve cercate dagli amanti dei complotti. 

Per adottare le migliori politiche sanitarie, al fine di salvare vite umane e risparmiare denaro pubblico, e per promuovere una corretta ed articolata informazione scientifica, occorrerà che sia il mondo politico sia quello giornalistico acquisiscano piena consapevolezza del fatto che su certe questioni la parola vada veramente data agli esperti. Allo stesso tempo è del tutto ovvio che anche gli scienziati dovranno imparare a comunicare meglio con politica e media. In particolare sarà cruciale promuovere sempre più gruppi di lavoro interprofessionali, in cui le diverse «expertise» siano rappresentate in modo bilanciato. Il processo legislativo dovrà diventare sempre più basato sulle evidenze, in poche parole dovrà essere «science based». 

lunedì 10 febbraio 2014

Rispondere alle provocazioni


Da La Repubblica

Judo con le parole: come rispondere a insulti e provocazioni

Chi non sogna di diventare maestro di dialettica, capace di mettere al tappeto con una risposta pronta e brillante persone arroganti o aggressive? La vita reale non è un episodio di Mad Men, e senza copione è difficile mettere in scena uno scambio di battute perfetto, ma si può impare a confondere l'avversario, come insegna il piccolo manuale che qui presentiamo

di Michele R. Serra, 23 gen 2014


Alle medie andavo a judo, come tutti quanti. Un cliché per un undicenne. Ero convinto che con un corso di arti marziali sarei riuscito a superare i limiti del mio fisico tutt'altro che imponente, addirittura speravo di arrivare a incutere un reverenziale timore nei miei coetanei, come con naturalezza riuscivano a fare gli amici meglio equipaggiati in peso e muscolatura. Rimasi piuttosto deluso quando alla prima lezione - in uno scantinato che puzzava di muffa - il maestro ci spiegò che la parola judo si poteva tradurre come "via della gentilezza", e che avremmo imparato a usare la forza dell'avversario per sottometterlo. Delusione, dicevo: volevo diventare forte, io, dell'avversario me ne fregavo. 

C'è voluto un po' di tempo, prima che capissi quanto poteva essere efficace quell'approccio all'apparenza morbido: lanci e leve funzionavano indipendentemente dalla furia dell'attacco subito. Era affascinante. 
Non sarei mai diventato il duro che volevo, ma mi sentivo meglio.

Come rispondere a insulti e provocazioni
JUDO CON LE PAROLE La stessa sensazione si prova appena chiuso il libro scritto da Barbara Berckhan. Tedesca, cinquantasette anni, pedagoga e psicologa per formazione, la Berckhan dai Novanta in poi si è dedicata - come dice lei - "alla ricerca di metodi per migliorare i rapporti tra le persone": un percorso sfociato nella scrittura di saggi capaci di vendere un milione e mezzo di copie in dodici paesi, tra i quali l'Italia. Tra questi il "Piccolo manuale di autodifesa verbale", fresco di stampa nella collana Urrà dell'editore milanese Apogeo. Il titolo originale a dire il vero rende meglio l'idea: "Judo mit Worten", "Judo con le parole". L'approccio, in effetti, è lo stesso dell'arte marziale giapponese: strategie capaci di rendere inoffensivo un attacco verbale, esclusivamente mirate alla difesa, mai all'attacco; semplici, facili da memorizzare, senza formulazioni complesse, applicabili in ogni situazione e quindi universali. Barbara Berckhan però va oltre le intenzioni del professor Jigoro Kano, fondatore (della versione fisica) del judo: le tecniche del "Piccolo manuale di autodifesa verbale" non solo portano alla sconfitta dell'avversario, ma riescono a non intaccare le vostre relazioni con quest'ultimo. Difficile da credere, a prima vista.
Eppure la tattica morbida serve soprattutto a questo: evitare il combattimento, che provoca strascichi negativi. E poi è fonte di stress, non fa bene alla salute, anche se si vince. L'ormone che ci fa produrre, il cortisolo, attacca il cuore e la circolazione, disturba la digestione e la libido. Meglio farne a meno. Chiaro perciò che il fondamentale presupposto di ogni controstrategia sia sempre lo stesso: rimanere calmi. La lucidità è l'arma più importante.

Racconta Barbara Berckhan che chi frequenta i suoi seminari di comunicazione si presenta spesso davanti a lei con lo stesso atteggiamento con cui io mi sono presentato davanti al primo maestro di judo: sogna di diventare maestro di dialettica, capace di mettere al tappeto con una risposta pronta, brillante e spontanea al tempo stesso, chiunque sia arrogante o irrispettoso. Meglio spegnere subito un'illusione del genere: si tratta di una capacità estremamente ardua da conquistare, nonostante gli illustri esempi di chi, attraverso la storia, si è esercitato nell'arte della tenzone verbale, dai poeti medievali ai rapper. La vita reale non è un episodio di Mad Men, senza copione è difficile mettere in scena uno scambio di battute perfetto. L'unico modo per migliorare la propria capacità di risposta alla provocazione è piuttosto quello di abbassare le aspettative e di conseguenza il proprio livello di stress: ancora una volta, l'ansia da prestazione non è un buon viatico per improvvisare controstrategie verbali efficaci. E poi, spesso non è necessario neppure rispondere: davanti a un'offesa inaspettata si può scegliere il silenzio, che non è una resa a meno che noi stessi non lo interpretiamo come tale. Perché perdere tempo a rispondere allo sconosciuto che ci insulta? Non è necessario alla nostra vita futura, meglio ignorarlo. Quando possibile, ovviamente.

UOMINI E DONNE Le cose si fanno più complicate nel caso in cui le relazioni siano necessarie, ad esempio tra colleghi. E ancora di più quando protagonisti dello scontro sono uomini e donne: più spesso di quanto ci accorgiamo, sostiene la Berckhan, le schermaglie verbali tra i sessi derivano da un atteggiamento innato. Il maschio sarebbe naturalmente più portato, e abituato sin da piccolo, allo scontro verbale (per molti, l'affermazione è valida anche per quanto riguarda lo scontro fisico), che usa come modalità di gioco cameratesco tra pari. Al contrario, se una donna intende combattere con le parole, quasi sempre lo farà in modo serio. Ecco le radici dell'incomprensione: capita che l'uomo voglia "solo giocare", ma lei si offenda. Sembra una spiegazione semplicistica, quante volte ci siamo sentiti dire banalità sulle origini astronomiche della sensibilità maschile e di quella femminile; eppure il discorso dell'autrice appare continuamente confermato dalla nostra esperienza quotidiana, che ci fa morire in gola eventuali obiezioni.

METTERE IN PRATICA Terminata la parte teorica, non mancano idee pratiche, alcune piuttosto creative. Ad esempio, chi penserebbe mai di utilizzare il potere del nonsense per disinnescare un attacco verbale? Afferma Barbara Berckhan che trasformarsi in giullari sia l'arma migliore, contro l'arroganza di chi vuole affermare la propria superiorità: la risposta migliore contro quest'atteggiamento è quella che non ha senso. Ad esempio, a chi dice "Ah, il tuo è proprio l'atteggiamento tipico delle donne!" è giusto rispondere "certo: cuor contento il ciel l'aiuta." Significa qualcosa? No, ma serve. A confondere l'avversario con un atteggiamento molto serio e parole senza senso, confidando sul fatto che l'arrogante non sia, in fondo, né particolarmente intelligente né davvero sicuro di sé.
Così prende forma l'idea fondamentale di questo manuale, che a dispetto del titolo non insegna tanto a controbattere, quanto a essere superiori. Assai diverso dal sentirsi tali.

Barbara Berckhan, Piccolo manuale di autodifesa verbale, Urrà edizioni, 12.50 euro

domenica 9 febbraio 2014

Lettera ad una figlia dal padre che attende la Morte

Da Leggilo.net
di Fabiana Cipro, 9 feb 201

'La maggior parte dei papà e delle figlie hanno a disposizione decenni per chiacchierare. Noi non abbiamo questo tempo'. 
Le parole toccanti di questo giovane papà che sa di dover morire presto


Tom Attwater, 31 anni, ha un tumore al cervello e sa già che per lui non c’è più niente da fare. 
Ha lasciato alla figliastra Kelli un’eredità struggente di consigli paterni che non sarà in grado di darle quando sarà grande – e giura di raccogliere 500.000 Sterline per salvarla dal cancro. 
Kelli è stato diagnosticato un neuroblastoma infantile quando aveva solo tre mesi, ed è già stata sottoposta ad intervento chirurgico per rimuovere i tre tumori quando a due anni aveva avuto una ricaduta. I medici hanno detto che è probabile che il suo cancro torni. 
Dopo essere sopravvissuta alla malattia per due volte, a Kelli, che ora ha cinque anni, potrebbe essere necessario un trattamento pionieristico negli Stati Uniti. 
Tom, che vive con la fidanzata Joely, 26 anni, a Sutton Coldfield, West Midlands, ha detto: “Il mio tumore si sta diffondendo e non ho alcuna possibilità di sopravvivere“.

Tom e la piccola Kelly


Cara Kelli,

Mi dispiace tanto non poterti veder crescere come vorrei. Ti prego di non incolpare nessuno o il mondo per questo. La vita è semplicemente fortuna e la mia si sta esaurendo. Vorrei dirti le parole giuste per farti sentire meglio. Vorrei non aver avuto il cancro e non averti costretta a vedermi star male, come succede spesso ora. Avrei voluto che tante cose fossero andate diversamente, ma non è successo.
La maggior parte dei papà e delle figlie hanno a disposizione decenni per chiacchierare intorno al tavolo della cucina, le loro mani riscaldate dalle tazze di caffè, mentre le ragazze girano gli occhi quando ascoltano i consigli dei genitori. Noi non abbiamo questo tempo. Non sarò in grado di accompagnarti per il tuo primo giorno di scuola, di venirti a prendere dopo il tuo primo appuntamento, di consolarti quando il cuore soffrirà o di tifare per te quando prenderai la laurea. Ma mentre sono ancora in giro ho pensato di provare a darti qualche consiglio per la tua vita. Spero che questo ti sarà di conforto. Mi auguro che il cancro non ritorni mai in modo che la tua vita sarà lunga, piena di soddisfazioni e felice.
Scuola: Tutti ti diranno che è vitale lavorare sodo a scuola. Spero che potrai sempre fare del tuo meglio. E’ importante andare bene a suola, ma assicurati anche di divertirti.
Ragazzi: Al momento non c’è distinzione tra maschi e femmine e vedi tutti i bambini come amici. Questo è tipico della tua natura dolce. Ma Kel, questo cambierà quando diventerai più grande. Potresti vedere i maschietti come compagni di classe fastidiosi nel giro di pochi anni. Ma, probabilmente, alle superiori ti renderai conto che può essere molto piacevole stare con loro. Avrai fidanzati quando sarai più grande – molto più grande spero! - e io non sarò qui per capire le loro intenzioni. Quindi, ecco alcuni consigli dal tuo vecchio. E’ molto difficile descrivere come ci si sente ad essere davvero innamorati. Forse ti ricorderai di me e della mamma, ci hai visti ridere insieme e farci le coccole sul divano, hai visto che ci vogliamo davvero bene; questo è ciò cui l’amore vero assomiglia.
Scegli sempre ragazzi con valori signorili, educazione e rispetto. Immaginali a casa a bere un tè e fare una chiacchierata con la nostra famiglia intorno al tavolo e se pensi che lo potranno fare, avrai trovato un uomo decente. Purtroppo, avrai il cuore spezzato un giorno. Fa male come l’inferno e ti sentirai come alla fine del mondo. Ma queste cose si superano. E anche se una storia d’amore non funziona, cerca di essere gentile. Non calpestare i sentimenti dei ragazzi. Infine, se avrai un amico speciale che è sempre lì per te quando i fidanzati vanno e vengono, non lo dare per scontato. Non lo trascurare. Lui potrebbe davvero sapere come starti vicino
Matrimonio: Mi capita spesso di sognare il giorno del tuo matrimonio e mi immagino lungo la navata con le lacrime agli occhi prima di lasciarti a lui. Non sarò in grado di farlo Kelli. Mi dispiace tesoro. Ma sarò dietro le tue spalle quel giorno, orgoglioso e felice che avrai trovato una persona speciale che ti amerà e si prenderà cura di te.
Mamma: Fatti sostenere dalla mamma, soprattutto quando sarai un’adolescente. Ricordati che lei ti adora e vuole il meglio per te. Abbraccia mamma quando lei si sente triste e aiutatevi a vicenda a superare il momento in cui me ne andrò. Quando sarai adolescente potresti pensare che i tuoi amici avranno sempre ragione e che tua madre sbaglia. Ma lei deve prendere decisioni difficili per te, lei è più di ogni amico che potrai mai avere, lei ha a cuore i tuoi interessi. Trattala con amore.

Famiglia Niente è più importante della famiglia e dei valori che ci ha trasmesso. Niente.
Amici: Tratta le persone come ti trattano. Sii gentile con chiunque ti aiuta, sempre. Il bullismo è orribile – non diventare mai una ragazza che lo esercita.
Natale e compleanni: Nel tuo primo Natale senza di me, mi piacerebbe se tu e la mamma accenderete una candela e mi ricorderete per qualche minuto. Sarebbe bello se voi due ballerete insieme la danza della scimmia. Saltare scuotendo i nostri sederi ci ha sempre fatto ridere. Questo è qualcosa che riuscirà a farmi sorridere da lassù. Mi piacerebbe anche se andrete a trovare i miei genitori il giorno di Santo Stefano. Staranno troppo male. Ho dato alla nonna i  regali per tutti i tuoi compleanni. Vorrei poter essere lì per aprirli insieme. Speriamo che ti piaccia tutto, è difficile immaginarti a 10, 15 o 20 anni. Mi chiedo se ti piaceranno ancora gli One Direction. Mi chiedo se ti faranno ancora ballare in giro per il salotto.
Carriera: Avevi due anni quando mi hai detto che volevi essere una “principessa astronauta” per indossare abiti carini e trovare nuovi pianeti. Ora ti sarai resa conto che non è possibile. Ma tante cose sono possibili per te, cara. Fai quello che ti rende felice e che ti piace. Se lo fai così, la vita diventa improvvisamente molto, molto più facile. Potrebbe essere necessario iniziare a fare lavori diversi per trovare quello che ti piace, ma così sia. Una vita, una possibilità.
Anziani: La ragione per cui mamma e io cerchiamo di insegnarti le buone maniere è perché ti aiuteranno per tutta la vita. Cerca di essere sempre cortese, soprattutto con gli anziani. Non metterti mai un coltello in bocca per parlare con loro. Ricordati di scrivere lettere di ringraziamento per i doni in quanto è sempre bello agire con grazia e gratitudine.
Impara a guidare: La maggior dei papà insegnano alle loro figlie a guidare le auto. Impara a guidare il più presto possibile – ti si aprirà il mondo. Inoltre, assicurati che non sia la mamma ad insegnartelo (sto scherzando, Joely).
Viaggia all’estero: E’ un luogo comune dire che viaggiare allarga gli orizzonti della mente, ma è vero. Viaggia se puoi per gran parte del mondo. Ma mai su una moto (troppo pericoloso).
Sii felice: Non si può mai ridere al 50%: si ride sempre al 100%. La tua risata è altamente contagiosa. Spero che non la perderai mai. Non posso chiederti di non essere triste quando andrò via. So che lo sarai, principessa. E vorrei poter essere lì per avvolgere le mie braccia attorno a te e coccolarti fino a farti sorridere di nuovo. Ti ricordi l’orsacchiotto che ti ho comprato da un negozio di beneficenza? Hai detto che lo avresti tenuto per farti difendere e che lo avresti coccolato quando non ci sarò più. Questa è una grande idea. Se ti aiuta a sentirti meno triste, usalo come una forza trainante per tutta la vita.
Essere caritatevole: Ti prego di occuparti dei meno fortunati. Probabilmente ricorderai per sempre il nostro viaggio a Disneyland. Ma non dimenticare mai che il popolo ha fatto sacrifici per pagare il tuo medico nel caso ritorni il cancro. Le persone anziane hanno mandato biglietti con le preghiere e 10 sterline che non potevano permettersi. Tutto per te. E’ importante guardare indietro. Fare buone azioni eleva l’anima. Non dimenticare mai che ci sono persone che stanno peggio di te e che puoi aiutare.
Ricordati il motto della tua vita: Tentare sempre, provare. Ricordati che ti ho insegnato a dire “rinunciare è per i perdenti”. Ho fallito un certo numero di volte nella mia vita, ma non ho mai rinunciato. Kelli, non mollare mai.
Credi in te stessa: Nella vita, molte persone ti diranno che non si possono fare le cose. Pensa con la tua testa. Si può? Lo voglio? Grandi sfide comportano rischi per fare scelte intelligenti. Coloro che mi hanno detto che non potevo fare certe cose non volevano che le facessi. Se si desidera qualcosa, è quasi sempre possibile, fai del tuo meglio.
E per finire … Grazie per esserci Kelli. Grazie per avermi fatto il più grande complimento di tutti i tempi chiamandomi papà. Averti come mia figlia è il più grande onore della mia vita. Grazie per avermi insegnato di più sull’amore e sulla felicità di qualsiasi altra persona.
Goditi la vita. Non aver fretta. Io saprò aspettarti.
Tutto il mio amore, sempre, a te mia principessa e alla mamma.