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lunedì 4 aprile 2016

La fine della legge di Moore?


La fine della validità dello storico enunciato si avvicina, e le ragioni saranno economiche prima che tecnologiche. L'industria si prepara al cambio di paradigma, concentrata su cloud, gadget mobile e IoT

di Alfonso Mariuccia, 15 feb 2016


Che la cosiddetta "legge di Moore" non avrebbe visto i prossimi 10 anni lo aveva assicurato già lo stesso Gordon Moore, il co-fondatore di Intel che quasi 50 anni fa aveva pubblicato uno studio poi adottato come "enunciato" valido a prescindere dall'industria dei microchip. Ma presto sarà proprio l'industria ad abbandonare la legge di Moore, concentrandosi piuttosto sui nuovi orizzonti tecnologici e di marketing del cloud, del mobile e dei gadget iper-connessi della Internet delle Cose (IoT).

La legge di Moore sancisce che il numero di transistor in un microchip raddoppia ogni due anni circa, con un incremento proporzionale nelle performance raggiungibili, nel risparmio dei costi e nella riduzione dell'energia necessaria al funzionamento delle CPU al silicio. Intel è stata fin qui la prima promotrice della validità dell'enunciato, anche grazie a investimenti multi-miliardari sui processi produttivi all'avanguardia in anticipo sul mercato e alle corrispondenti "fab" necessarie alla realizzazione dei chip.

La cosiddetta legge di Moore è stata fin qui una profezia che si è avverata da sola, sostiene un nuovo articolo su Nature, perché è stata la stessa industria a decidere di insistere con il raddoppio dei transistor ogni due anni investendo in ricerca e sviluppo per raggiungere il comune obiettivo del progresso senza fine.

Il prossimo mese, l'industria dei microchip pubblicherà una roadmap globale che per la prima volta non insiste sulla legge di Moore, concentrandosi piuttosto su nuovi scenari di sviluppo più orientati alla realtà odierna degli smartphone, del marketing tamburellante del cloud e delle promesse dei sensori onnipresenti della IoT.

La nuova roadmap passerà dall'hardware alle applicazioni, dicono le indiscrezioni,adeguandosi a un mondo che apparentemente non vuole più sentir parlare di CPU per computer super-veloci quanto piuttosto di browser Web e terminali mobile per server remoti, risorse di computing disponibili in abbonamento sul cloud e altre novità dell'ultima ora.

La legge di Moore morirà per ragioni economiche prima che tecnologiche, perché l'enunciato è stato fin qui mantenuto in vita dall'economia di scala di un'industria in costante trasformazione.

giovedì 21 maggio 2015

Da Arduino a Genuino, ma fatto in USA

Da ComputerWorld Italia


di 19 mag 2015

mercoledì 13 maggio 2015

Innovazioni tecnologiche del prossimo futuro


di Alberto Marini, 10 Luglio 2014 

Il mondo dell’informatica sta evolvendo rapidamente e IBM è una delle principali aziende che sta investendo per un futuro, sempre più, all’insegna della tecnologia. 
Con un investimento pari a 3 miliardi di dollari, nei prossimi 5 anni, Big Blue ha come obiettivo quello di sviluppare chip ancor più piccoli, degli attuali modelli, e basati su grafene e nanotubi di carbonio, per aumentare le performance.

Quando si parla di futuro, IBM è una delle prime aziende che scende in campo e, non a caso, ha già annunciato l’investimento di 3 miliardi di dollari per sviluppare le tecnologie del domani. 
Principalmente, Big Blue desidera realizzare componenti elettroniche, chiamate transistor, con processo produttivo a 7 nanometri, dimensione estremamente microscopica che è pari a circa un millesimo della larghezza di un capello umano. 
Le idee di IBM, però, non terminano qui, dal momento che, la sfida più importante è quella di utilizzare nanotubi di carbonio e il grafene per realizzare architetture complesse, a partire da quella del computer quantico fino ad arrivare all’architettura che simula il cervello umano.

I prossimi 10 anni, secondo IBM, saranno fondamentali per lo sviluppo di nuovi sistemi in grado di risolvere problemi che, ancora oggi, risultano essere non risolti. 
La scelta e l’utilizzo di nuovi materiali sarà uno dei problemi da affrontare, poché fino ad oggi l’industria informatica è stata estremamente dipendente dal silicio. 
L’era “post silicio”, quindi, si preannuncia ricca di novità e prodotti che potrebbero rivoluzionare, ulteriormente, la nostra vita quotidiana.


Di seguito due video che presentano un'altra innovazione del futuro prossimo: le stampanti 4D