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sabato 2 aprile 2016

Unplugged Powered Suite: il "vestito" potenziato che aiuta a muoversi con minor fatica...



di Manuela Rizzo, 16 feb 2016

Avreste mai pensato di poter indossare un vestito intelligente che aiuta le persone a camminare ed a svolgere determinati movimenti
Ebbene si è questa l’ultima novità che ben presto potrebbe arrivare nelle vostre case e si chiama Unplugged Powered Suit e come anticipato si tratta di un vestito intelligente che aiuta le persone a camminare e come già spiegato a svolgere determinati movimenti. 

Questo nuovo progetto è stato sviluppato da Yuichi Kurita dell’Università di Hiroshima ed è stato presentato in occasione dell’Internation Robot Exhibition.L’obiettivo principale di questo particolare vestito è sicuramente quello di aiutare le persone che presentano una difficoltà motoria ma anche tutti coloro i quali vogliono faticare il meno possibile sia sul posto di lavo che durante l’attività fisica. 

Il segreto della Unplugged Powered Suito consiste nello Pneumatic Gel Muscle, ovvero un dispositivo che di fatto rappresenta un muscolo artificiale e che quindi va a sostituire elementi ingombranti come apparecchiature e compressori che nella maggior parte dei casi caratterizzano i classici tutori.

In seguito alla pressione dei piedi per terra si aziona il muscolo grazie ad una pompa posizionata proprio sotto la pianta del piede e proprio grazie a questa l’esoscheletro è in grado di fornire supporto alla camminata, scaricando la maggior parte del peso e dello sforzo proprio su questo tutore e non direttamente sulla gamba. 
Il terzo e ultimo componente dell’Umplugged Powered Suit è una specie di fascia di trasmissione, necessaria per passare la pressione, e quindi la forza, dalla pompa al muscolo artificiale.

“La struttura è semplice, facile da mantenere in funzione e poco costosa, soprattutto rispetto agli esoscheletri per il movimento assistito messi a punto finora. Nasce per facilitare il moto quando e come serve: non contiene parti pesanti e può essere agevolmente individualizzato per venire incontro alle esigenze particolari di ciascuno, dal miglioramento della forza muscolare negli atleti alla riabilitazione dopo i traumi”, dichiara l’ideatore ovvero il dottor Kurita. 
Questo particolare vestito, dunque, viene per ora utilizzato per ridurre l’attività muscolare durante l’attività fisica per lo più durante il jogging e per aumentare la velocità di un lancio. Al momento il progetto è ancora in via di sperimentazione ma l’idea se davvero riuscirà ad andarre in porto potrà davvero rivoluzionare il mondo.

lunedì 30 novembre 2015

Una applicazione che ti paga, se cammini...


30 nov 2015

Francesco Imbesi, milanese di 35 anni, e Nissan Bahar, nato a Tel Aviv 37 anni fa, sono gli autori di un'applicazione che paga per camminare, Bitwalking. 
La valuta è virtuale (come i bitcoin) e prende il nome di BW $, e se ne possono guadagnare 1 ogni 7 km circa. Ma attenzione, bisogna davvero camminare perché il telefono è in grado di smascherare chi bara.

Gli sviluppatori dell'applicazione hanno già ottenuto un finanziamento da investitori giapponesi pari a 10 milioni di dollari utili a lanciare la moneta e creare la banca che verifichi passaggi e trasferimenti. 
Nel frattempo alcune aziende hanno iniziato a stringere "alleanze" con il progetto offrendosi di accettare la moneta virtuale; parliamo di negozi ma anche di organizzatori di eventi, che scambieranno i BW $ con biglietti per assistere a concerti ed eventi in genere. 

Ma perchè pagare per camminare? È semplice, lo scopo è sempre lo stesso: pubblicità. L'app deve restare sempre in esecuzione e di tanto in tanto invierà messaggi pubblicitari; a questo si aggiungano le inserzioni nello store e naturalmente la profilazione di milioni di potenziali utenti. 


Ma come fanno a capire se si sta camminando davvero? L'idea in sé non è nuova, diverse start-up hanno tentato questa carta ma hanno fallito sul piano tecnologico non riuscendo a creare un sistema che smascherasse le truffe. Bitwalking non ha ancora rilasciato l'alrgoritmo utilizzato per verificare i passi ma dice di avvelersi della posizione GPS e delle connessioni Wi-Fi per calcolare la distanza percorsa. È probabile che sia l'accelerometro dello smartphone a dare contezza del tipo di movimento utilizzato. Ad ogni modo, al momento del lancio sarà vietato l'utilizzo di più account e ogni utente potrà guadagnare non più di 3 BW $ al giorno (quindi circa 30.000 passi).




Dove si potranno spendere i soldi?
L'idea di base è quella di uno store dove gli utenti potranno pagare sia con veri dollari che con i propri BW $ accumulati, o magari entrambi.
Naturalmente il successo del progetto dipenderà dai soggetti che aderiranno a questo tipo di iniziativa. Potrebbe trattarsi di grandi marche di abbigliamento sportivo, di imprese di assicurazione sanitaria e di tutti quelli che in genere hanno interesse ad acquisire profili di persone interassate al fitness.
In Giappone, tra l'altro, non è insolito per le imprese offrire delle ricompense ai dipendenti che mangiano in maniera sana e vanno a piedi al lavoro.
Gli sviluppatori dell'app sperano che questa logica possa aprirsi anche alle menti dei nostri imprenditori, che sfrutterebbero l'applicazione per integrare, ad esempio, lo stipendio del dipendente accollandosi l'importo in BW $ che avrà accumulato ogni mese.

Per ottenere l'applicazione bisogna raggiungere il sito ufficiale e richiedere un invito. Potrebbe passare qualche giorno prima che arrivi il link per scaricare l'app.