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giovedì 28 novembre 2019

Meno giorni lavorativi, e la produttività cresce...



La multinazionale rilascia i dati del test effettuato lo scorso agosto a Tokyo: più produzione e risparmi su elettricità e carta. Soddisfazione dei lavoratori al 92%

di Alessio Lana, 4 nov 2019


Bastano quattro giorni di lavoro, tre di riposo e la produttività sale del 40 per cento. 
La scorsa estate Microsoft Giappone ha testato la settimana lavorativa breve con risultati eccezionali sia sul fronte lavorativo che nella soddisfazione del personale. 
Nel mese di agosto, tutti i dipendenti della sede di Tokyo hanno ricevuto il venerdì come giorno di ferie pagato. In più l'azienda partecipava a eventuali spese per i viaggi e organizzava workshop per il tempo libero, o meglio, liberato. 
Per molti di noi lavorare quattro giorni è un sogno, spesso poi siamo costretti ad allungare la settimana lavorativa anche al sabato e alla domenica, eppure, come dimostrato da Microsoft, meno si lavora e più si produce. O meglio: l’equazione è possibile.

Gli altri risparmi

L'azienda ha anche fornito i numeri di questa sperimentazione: come dicevamo la produttività dei lavoratori è aumentata del 40 per cento ma la loro soddisfazione è salita del 92 per cento. Praticamente tutti hanno detto che lavorare un giorno in meno li rendeva più felici e quindi, implicitamente, più produttivi dal lunedì al giovedì. In più l'azienda ha ridotto il consumo di energia elettrica del 23 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018, le pagine stampate del 58 per cento e i giorni lavorativi del 25,4 per cento.

Oltre 80 ore di straordinario

Questi risultati però vanno visti in prospettiva. Il Giappone è uno dei Paesi in cui si lavora di più al mondo. Un lavoratore su quattro riesce ad accumulare anche 80 ore di straordinari al mese, il 12 per cento delle aziende dichiara che i loro dipendenti hanno raggiunto le cento ore. Allungare l'orario però non significa necessariamente lavorare di più: come dimostrato dall'ultimo Compendium of Productivity Indicators dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Oecd), i nipponici sono sul più basso gradino della produttività tra le aziende del G-7. Come dimostrato da Microsoft, insomma, «less is more». Meno, a volte, è più.

giovedì 30 giugno 2016

Il solstizio di estate

Da Il Post

Che cos’è il solstizio d’estate?

È un momento preciso determinato dalla posizione della Terra intorno al Sole, e segna l'inizio dell'estate

21 giu 2016

Il solstizio d’estate è il momento preciso in cui inizia la stagione estiva, che dura fino al successivo equinozio d’autunno. È un momento preciso, e non un intero giorno: in Italia è stato questa notte, a mezzanotte e trentaquattro minuti. Il giorno in cui cade il solstizio d’estate è quello con più ore di luce dell’anno – così come il giorno in cui avviene quello d’inverno è quello che ne ha meno.


A differenza dei solstizi, gli equinozi corrispondono con l’inizio dell’autunno e della primavera: nei due giorni di equinozio le ore di luce e quelle di buio sono uguali (anche se non è sempre così, per una serie di variabili). Equinozi e solstizi sono tra gli eventi astronomici più semplici da notare sulla Terra, e probabilmente anche per questo motivo sono entrati nella tradizione di moltissime culture, dove sono utilizzati per determinare, un poco a spanne, il cambiamento delle stagioni.
Cos’è il solstizio?

Per capire cosa sono di preciso i solstizi e gli equinozi bisogna cominciare da alcuni semplici concetti di astronomia. Il Sole sta fermo (anche se a voler essere precisi alla lunga si muove anche lui), e la Terra gli gira intorno, mentre contemporaneamente ruota su se stessa. Questa condizione fa sì che sulla Terra si veda ogni mattina il Sole alzarsi all’orizzonte (alba), attraversare la porzione di cielo visibile sopra la propria testa e poi toccare nuovamente la linea dell’orizzonte verso sera (tramonto). Lo spostamento del Sole, che in realtà è determinato da come si muove la Terra, viene definito moto apparente.

Il solstizio d’estate, il solstizio d’inverno e gli equinozi sono determinati dalla posizione della Terra nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole. L’equinozio corrisponde al momento in cui il piano dell’equatore celeste (cioè la proiezione dell’equatore terrestre sulla sfera celeste) e quello dell’eclittica (il percorso apparente del sole nel cielo) si intersecano. Durante il solstizio, piano dell’equatore celeste ed eclittica sono al loro massimo della distanza, e il Sole a mezzogiorno è alla massima o minima altezza rispetto all’orizzonte.

Il momento in cui cade il solstizio varia di anno in anno, oscillando nell’arco di un paio di giorni a causa della diversa durata dell’anno solare rispetto a quello del calendario (per questo ogni quattro anni il nostro calendario aggiunge un anno bisestile: per recuperare la differenza). In Italia il solstizio d’estate si verifica o il 20 o il 21 giugno, quest’anno il 21. E quindi buona estate astronomica.