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giovedì 3 luglio 2014

Le comodità dei Top Manager in tempo di crisi...



Ma quale crisi? Il top management italiano non rinuncia alle comodità in trasferta. Il 95% non accetta sistemazioni inferiori alle 4 stelle. 

Roma, 3 lug 2014

Il manager italiano non rinuncia a viaggiare per lavoro e, nonostante budget per le trasferte ridotti rispetti al passato, non rinuncia ai comfort e al divertimento. Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio sul Business Travel di HRS, il global hotel solutions provider leader in Europa per i viaggi d’affari, i manager e i top delle aziende rinunciano a volare e/o spostarsi in business class ma dormono solo in hotel a quattro o cinque stelle (o superiori). Secondo l’analisi condotta dal centro studi HRS con un focus group composto da 100 travel manager delle principali aziende italiane, i manager e top manager del bel Paese non rinunciano alle comodità in viaggio. Il 75% dorme solo in hotel a 4 stelle e il 20% accetta solo camere a 5 stelle o superiori. Solo il 5% accetta sistemazioni di categoria inferiore.

Dati che sembrano stridere con il rigore imposto dalla crisi ma che trovano conferma nelle richieste di chi va in trasferta: il 12% esige il pick up da e per l’aeroporto con auto privata, il 18% chiede la possibilità di accedere a palestre, piscine ed eventualmente spa, il 17% vuole il wifi, il 18% chiede di prenotare strutture con servizi ristorazione e bar disponibili fino a tarda notte e/o opta per soluzioni vicine ai principali luoghi di intrattenimento della città e l’8% chiede preventivamente un hotel con sale per fumatori. Solo il 27% è preoccupato circa l’economicità della stanza, la distanza dal luogo dell’incontro e l’early check-in.

L’Osservatorio HRS ha inoltre chiesto quali fossero le destinazioni italiane e internazionali in grado di coniugare al meglio l’attività ricreativa con la produttività del business. In Italia spopola Roma che supera Milano (2) e Firenze (3). Seguono Torino, Genova, Napoli, Cagliari e Bari. Chiudono la classifica Venezia e Palermo. 


       (Dati ed elaborazione: Osservatorio HRS sul Business Travel)

Per quanto riguarda l’estero spicca su tutte Miami, seguita da News York e Mosca. Buoni piazzamenti per Dubai (4), Londra (5) e Barcellona (6). Chiudono la classifica Amsterdam, Parigi, Johannesburg e Berlino.

Per quanto riguarda il sesso dei viaggiatori, il business travel risulta purtroppo ancora un “affare” per soli uomini. Stupisce infatti la forbice percentuale tra uomini e donne: 85% i primi, solo il 15% per le seconde.

Per il top management impegnato in trasferte di lavoro importanti la durata media del viaggio è di 2,5 giorni. Insomma la crisi chiede rigore ma non si rinuncia alla comodità. Viaggiare per lavoro e la tradizionale stretta di mano sono essenziali per crescere e costruire rapporti duraturi. Contatto visivo e fisico sempre più rilevante come testimoniato dall’ultimo dato rilasciato dall’Osservatorio HRS che dimostra come ci sia una scarsa fiducia nelle nuove tecnologie di comunicazione (es. conference call, skype ecc): per i 230 travel manager intervistati la tecnologia ha ridotto il volume delle trasferte di lavoro di solo il 12%.


mercoledì 11 giugno 2014

La responsabilità civile dei giudici (come quella dei medici) mina la loro indipendenza?

Napolitano: «Indipendenza giudici non è mero privilegio»

11 giu 2014

«La tutela dell'indipendenza assicurata al giudice dagli ordinamenti non rappresenta un mero privilegio, ma trova la sua ragione e il suo giusto bilanciamento nel rispetto da parte dei magistrati dei principi deontologici e delle caratterizzazioni compartimentali descritti, gli uni e le altre, nella Carta adottata dall'Assemblea Generale della Rete in Londra, nel giugno 2010». Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all'inaugurazione dell'assemblea della Rete europea dei Consigli di giustizia.

Il Capo dello Stato ha aggiunto: «L'affermazione e il riconoscimento del prestigio, dell'autorevolezza, della credibilità della magistratura, su cui poggia la fiducia dei cittadini e quella degli stati, non possono prescindere dal rispetto dei principi, delle qualità, dei limiti che il ruolo del magistrato impone».

Da Napolitano è arrivata anche una sollecitazione all'efficienza: «La magistratura è chiamata oggi a fare fronte a una crescente e sempre più complessa domanda di giustizia e la giurisdizione deve essere, pertanto, in grado di soddisfare le attese dei cittadini, coniugando equità e imparzialità con una risposta efficace e tempestiva».