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domenica 24 gennaio 2016

Scenari futuri nelle TLC mobili: l'Italia, con Tim, in prima fila...




TeliaSonera ed Ericsson si sono impegnate a sviluppare casi d’uso e scenari 5G a Stoccolma e Tallin per comprendere l’impatto della tecnologia 5G e dei servizi a essa connessi, sulla società e le imprese.

di Alessandra Talarico (@aletala75), 22 gen 2016


Ericsson e TeliaSonera accelerano sul 5G. Le due società scandinave hanno stretto un accordo di collaborazione con l’obiettivo di lanciare i primi servizi già nel 2018 mentre in Italia, TIM ha avviato in anteprima mondiale le sperimentazioni della tecnologia “Full Duplex Relay” che raddoppia la capacità trasmissiva dell’attuale rete LTE e in futuro di quella 5G.

Il 5G è uno standard, ancora in corso di definizione, che grazie alla velocità centinaia di volte superiore a quella del 4G e alla possibilità di connettere centinaia di migliaia di device per chilometro quadrato con prestazioni di latenza bassissima, promette di aprire nuovi mercati per le telco.

Gli sbocchi, infatti, non riguardano soltanto le comunicazioni person to person con lo sviluppo di reti dalle prestazioni notevolmente migliorate in termini di capacità, copertura e consumo di energia, ma anche le comunicazioni tra gli oggetti nell’ecosistema di Internet delle cose, i sistemi M2M e di sistemi di eHealth.

In Europa esistono già dei laboratori dedicati allo sviluppo del nuovo standard (ad esempio in Spagna) e anche l’Italia sta pensando a un progetto analogo, ventilato recentemente dalla FUB.

I primi servizi dovrebbero partire nel 2020, ma è chiaro che gli operatori si stanno scaldando per tentare di essere i primi a tagliare l’ambito traguardo.

E’ anche grazie a questa tecnologia mobile, poi, che la Ue vuole riconquistare la leadership tecnologica perduta, obiettivo quanto mai arduo ma non irraggiungibile ed ha per questo siglato anche un accordo con la Cina che impegna le due economie a lavorare congiuntamente alla standardizzazione e allo sviluppo del 5G e che, nel lungo termine, garantirà alle imprese europee un migliore accesso al mercato cinese. Un accordo simile è stato siglato anche con la Corea del Sud, paese molto avanzato su questo terreno e che intende lanciare i primi servizi in tempo per i Giochi Olimpici del 2018.

TIM, al momento, sta sperimentando in ambiente live insieme alla start up americana Kumu Networks la soluzione self-backhauled small cell 4G con la tecnologia Full Duplex, riconosciuta a livello internazionale come uno dei più importanti e promettenti sistemi per abilitare la rete 5G e grazie alla quale – informa l’azienda – “un ripetitore intelligente è in grado di trasmettere e ricevere il segnale mobile sulla stessa frequenza, raddoppiando appunto la capacità trasmissiva della rete”.

TeliaSonera ed Ericsson, dal canto loro, si sono impegnate a sviluppare casi d’uso e scenari a Stoccolma e Tallin, partendo dal primato che queste due città vantano in fatto di connettività e per comprendere l’impatto della tecnologia 5G e dei servizi a essa connessi, sulla società e le imprese.

sabato 28 giugno 2014

La frontiera della comunicazione mobile: dopo il 4G-LTE, tra cinque anni il 5G (investimenti permettendo...)

Europa e Corea uniscono le forze per il 5G

La Commissione firma un protocollo d'intesa con Seoul. Il Vecchio Continente unirà le forze col paese asiatico per sviluppare il prossimo standard mobile



Bruxelles chiama e Seoul risponde, verrebbe da dire: l'Unione Europea, per mezzo della Commissione e del suo vicepresidente Neelie Kroes, stringe un patto con la Corea del Sud per sviluppare assieme e di concerto le specifiche del prossimo standard della comunicazione mobile. 

Il 5G, una tecnologia attesa sul mercato non prima di un lustro (la finestra 2018-2020 sembra la più probabile), sarà in ogni caso la chiave per lo sviluppo industriale di un settore cruciale per l'Europa e per la patria di alcuni dei più importanti marchi asiatici dell'elettronica di consumo: la telefonia mobile. 


Secondo i termini dell'accordo, UE e Corea coopereranno nella definizione dei progetti di ricerca per cui verranno lanciati appositi bandi entro il 2016, e le aziende che partecipano alle rispettive associazioni che si occupano del futuro standard collaboreranno fattivamente: operatori importanti come Deutsche Telekom, Telecom Italia, Orange, Telefonica, Telenor, e marchi prestigiosi come Alcatel-Lucent, Ericsson e Nokia, saranno tutti coinvolti nello sforzo intercontinentale congiunto, che potrebbe avere il peso specifico necessario a determinare la direzione intrapresa dallo sviluppo di questa tecnologia. Inoltre, UE e Corea cercheranno anche di armonizzare i rispettivi spettri radio, in modo tale da garantire maggiore uniformità e compatibilità tra i prodotti e servizi sviluppati per il 5G.





L'interesse mostrato dalla UE sin dal 2013, quando aveva promesso decine di milioni di investimenti nel settore, così come da alcuni paesi dell'Europa allargata (Regno Unito in testa) per il 5G non sono certo una coincidenza: nella futura tecnologia mobile viene indicato il punto di convergenza tra i servizi di Rete fin qui familiari alla collettività e il futuro della Internet delle cose, ovvero quelle interconnessioni capaci di garantire il funzionamento delle smart-city, l'inclusione e lo sviluppo delle cosiddette smart-grid, domotica, intrattenimento ubiquo, e-government ed e-health. Nelle intenzioni dei promotori, il 5G dovrebbe garantire velocità di connessione non inferiore a 1Gbps con latenze minime, arrivando a garantire un'esperienza di navigazione fin qui ad appannaggio esclusivo delle connessioni in banda ultra-larga in fibra ottica.