Visualizzazione post con etichetta novità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta novità. Mostra tutti i post

lunedì 3 ottobre 2016

Le prossime future novità pensionistiche...



di Davide Colombo, 8 set 2016

I primi giorni di agosto l'Ufficio parlamentare di Bilancio (UpB) in un focus sulla flessibilità pensionistica lo ha spiegato chiaramente: per evitare che l'Ape, l'anticipo pensionistico allo studio del Governo, impatti sull'indebitamento netto dei prossimi anni dovranno essere rispettate tre condizioni. La prima: le norme non dovranno prevedere alcun obbligo per i lavoratori interessati, le banche o le assicurazioni coinvolte nel meccanismo del prestito assicurato. Due: lo Stato non dovrà assumere direttamente alcuna funzione assicurativa diretta (né sull'ipotesi di pre-morienza né per i casi di insolvenza dei beneficiari). Infine il sostegno pubblico previsto per i pensionati più bisognosi non dev'essere incondizionato ma sottoposto a verifiche annuali.

Una rendita prima della pensione 

Aumentare la flessibilità di uscita senza toccare i requisiti di legge (e quindi la spesa pensionistica) impone il massimo di creatività. Ed è per questo che oltre all'anticipo pensionistico con finanziamento bancario assicurato rimborsabile in vent'anni, l'Ape appunto, si metterà in campo anche Rita, la rendita integrativa temporanea anticipata, che consentirà di percepire la rendita prima della pensione obbligatoria. Si partirebbe dai lavoratori rimasti senza contratto e che a gennaio hanno i requisiti per l'accesso all'Ape, ovvero 63 anni e almeno 20 di contributi versati. Ma la misura è stata annunciata come stabile, una sorta di prestito ponte cui i lavoratori che hanno aderito a un fondo pensione possono accedere per garantirsi un reddito nei due o tre anni di attesa della pensione di base.

Le agevolazioni fiscali 

L'anticipo con Rita sarebbe agevolato fiscalmente, visto che il prelievo sostituivo è del 15% massimo e del 9% minimo (con un decalage dello 0,3% l'anno per ogni anno di adesione al fondo pensione superiore ai 15 anni). Attualmente se un lavoratore chiede un anticipo della rendita ha un prelievo del 23% se la motivazione è diversa da quella per cure sanitarie o il finanziamento dell'abitazione principale (casi in cui la tassazione è al 15%). Mentre se la rendita complementare si prende con la pensione di base la tassazione è quella Irpef e dipende dallo scaglione di reddito di appartenenza. Morale: arriva una flessibilità anche sul secondo pilastro che rende più conveniente, per chi ancora non lo ha fatto, optare per un'adesione a un fondo.

Facciamo un esempio: se un lavoratore ha ancora 10 o 15 anni davanti prima dei requisiti di pensionamento può decidere a questo punto di destinare il suo Tfr a un fondo negoziale sapendo che potrà avere la rendita anticipata su cui contare in caso scegliesse un ritiro anticipato di un paio di anni o tre.

Le altre novità in vista 

In attesa delle conferme di questa Rita stabile in legge di Bilancio, entro i primi di ottobre dovrebbero arrivare altre due novità interessanti per i lavoratori che non hanno mai fatto la scelta di aderire a un fondo complementare. Nel ddl Concorrenza all'esame del Senato ci sono due misure sul tema: 1) la possibilità di accedere in via anticipata alla rendita per i disoccupati di lungo corso (almeno 24 mesi); 2) la facoltà di destinare anche solo una parte del Tfr alla previdenza complementare sulla base di intese collettive.

Se Ape e Rita servono per finanziarsi un ritiro anticipato fino a 3-3,7 anni, le altre misure al vaglio dei tecnici e che verranno presentate in forma definitiva nei prossimi giorni ai sindacati potrebbero garantire uscite flessibili a platee con storie contributive diverse e complesse. Ricordiamole per sommi capi. 

Ricongiunzioni - Attualmente per chi ha versato i contributi previdenziali in più gestioni c'è la possibilità di ricongiungerli in una sola andando in pensione con le regole e il trattamento economico applicate dalla gestione in cui viene fatto confluire tutto. Operazione che però comporta oneri fino a 30-40mila euro per il lavoratore, sulla base di età, reddito e contributi da “spostare”. Il governo sta valutando l'ipotesi di renderla gratuita, sia per il trattamento di vecchiaia che per quello anticipato. Si tratterebbe di un'opzione con caratteristiche simili in parte al cumulo e alla totalizzazione già esistenti.


Precoci - La cancellazione della pensione di anzianità e l'adeguamento dei minimi contributivi e anagrafici introdotti nel 2012 hanno penalizzato i lavoratori precoci, quelli che hanno iniziato l'attività prima di aver raggiunto i 18 anni di età. L'intervento al quale sta lavorando il governo prevede il riconoscimento di un bonus sui contributi di 3 o 4 mesi per ogni anno di lavoro svolto da minorenni. A oggi questi lavoratori possono accedere alla pensione anticipata con regole standard che attualmente richiedono almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne), indipendentemente dall'età.


Usuranti - Il governo, anche attraverso alcune semplificazioni, punta a rendere più facile l'accesso alla pensione per chi svolge attività particolarmente pesanti o lavora di notte (attività complessivamente indicate come “usuranti”). Per essi è possibile andare in pensione con il sistema delle “quote”, cioè la somma di età e contributi (quest'anno la quota dev'essere almeno di 97,6 con una soglia minima di 61 anni e 7 mesi e almeno 35 anni di contributi). I paletti da rispettare sono tali da disincentivare questa soluzione, anche perché a volte si arriva prima alla pensione anticipata “standard”.

sabato 28 giugno 2014

Le novità presentate in casa Google...

Dal Corriere

Google lancia la sfida a Apple con smartwatch e Android Auto

Show a San Francisco per presentare la gamma di prodotti. La rivoluzione porta il nome di «Android L», sistema operativo che supporta anche la nuova Android Tv

di Martina Pennisi, 14 giu 2014

Quello tra Google e Apple è ormai un botta e risposta. I due colossi si fronteggiano su un numero sempre crescente di ambiti. 
La casa della Mela ha sparato le sue cartucce a inizio giugno, in occasione della Wwdc. Mercoledì sera, ora italiana, Google ha risposto durante l’evento di apertura della (sua) conferenza degli sviluppatori. Sempre da San Francisco.
Dall’auto al salotto, ma niente domotica
Una risposta di sostanza, che spazia dalle tecnologie indossabili alle automobili passando per l’intrattenimento da salotto. All’appello è mancata la domotica, da cui ci si aspettava qualche sorpresa in virtù dell’acquisizione di Nest dello scorso gennaio. Mountain View ha comunque messo sul tavolo alcune carte importanti partendo dai numeri snocciolati dal vice presidente di Android Sundar Pichai: il sistema operativo del robottino verde ha raggiunto quota 1 miliardo di utenti attivi al mese, con il download di applicazioni in crescita del 236%, e caratterizza il 62% dei tablet in circolazione. Ed è anche il protagonista della rivoluzione annunciata con il nome di Android L.

shadow carousel
Google, arrivano gli smartwatch e Android Auto
Nuova grafica
Disponibile da subito per gli sviluppatori, porta in dote 5mila nuove Api e prestazioni più spinte, punta su una nuova grafica che sbarcherà anche sul resto dell’ecosistema e sull’esperienza unificata su tablet, smartphone, smartwatch e computer portatili. Più reattive le notifiche, gestibili anche se lo smartphone è bloccato, e le applicazioni, che entrano in gioco dalla ricerca Web se quanto richiesto online è presente anche in un’app già installata. Alla durata della batteria è dedicata una funzione specifica per ottimizzare gli ultimi sgoccioli. Presente la funzionalità che riconosce l’identità del possessore del dispositivo se nei paraggi ce n’è un altro, precedentemente collegato via Bluetooth, e fa a meno dell’operazione di login. E l’altro può essere, e così è stato durante la presentazione, uno smartwatch.
Smartwatch
In rampa di lancio, basati su Android Wear, ce ne sono tre: il Samsung Gear Live, quinto (!) dispositivo da polso dei coreani, e il G Watch di LG, già pre-ordinabili. Per ora si conosce il cartellino del secondo: 200 euro. La commercializzazione del Moto 360 è invece in calendario per l’estate. Come detto, gli orologi dialogheranno con gli smartphone Android in base alla nostra posizione e risponderanno ai comandi vocali, salvando le informazioni dettate anche sul telefonino. La palla adesso è nelle mani degli sviluppatori, compreso il sensore per rilevare il battito cardiaco. Google ha mostrato come con l’app Eat24 si possa già ordinare e pagare, negli Stati Uniti ovviamente, una pizza con qualche rapido tocco sullo smartwatch. E si è anche tolta lo sfizio di fare una dimostrazione legata a Lyft, applicazione per chiamare auto con conducente che fa concorrenza alla (praticamente sua) Uber. Un nuovo convinto passo, insomma, verso le tecnologie indossabili, anche se i piccoli schermi sembrano ancora un po’ troppo affollati.
iWatch
L’altro campo in cui la sfida con Apple, che il suo iWatch ancora non l’ha svelato, si sta facendo appassionante è quello delle automobili. Android Auto salirà effettivamente a bordo di una delle vetture dei circa 40 nuovi marchi partner, da Audi a Fiat passando per Volvo e Alfa Romeo, entro la fine di quest’anno. Anche in questo caso tutto si può gestire con la voce e il dialogo con lo smartphone è assicurato con la visualizzazione del suo contenuto sulla plancia.
Android Tv
Con Android Tv Google lancia (di nuovo) un messaggio chiaro sia ad Apple sia ad Amazon. A Seattle nello specifico ha replicato con un analogo sistema di ricerca vocale all’interno della piattaforma, che risponde con il film o la serie tv richiesta ma anche con informazioni sul cast, e puntando con la stessa convinzione sul lato ludico. Si potrà giocare sullo schermo del televisore e gestire tutte le funzioni con l’ausilio degli altri dispositivi, orologi compresi. Prima di inizio 2015, con i box di Asus e Razer da collegare a qualsiasi tv e gli schermi già pronti di Sony e Sharp, però non se ne parla.
eBook
Spazio anche ai Chromebook, anche in questo caso all’insegna della comunicazione fra device. Anche sui portatili sbarca la funzione di sblocco con lo smartphone nelle vicinanze e le app del robottino verde sono quasi pronte a debuttare in questo contesto. Il messaggio di Google è chiaro: Android L ci accompagnerà durante tutti i nostri spostamenti e in tutte le nostre interazioni con oggetti di svariato genere. Elettrodomestici, c’è da giurarci, compresi: sul tavolo rimane sempre almeno una carta coperta.