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martedì 1 maggio 2018

Un nuovo organo umano: l'interstizio...





Scienziati americani scoprono un nuovo organo. 

E’ il più grande del corpo umano e probabilmente è alla base dell’efficacia dell’agopuntura

di Stefania Del Principe, 28 mar 2018

Le scoperte della scienza non finiscono mai di stupirci. 
Questa volta, in maniera quasi inaspettata, alcuni ricercatori sono riusciti a scoprire un organo completamente nuovo, del quale – fino a ieri – nessuno conosceva l’esistenza. 
E ciò che fa più sorridere è che non è affatto piccolo, anzi, è il più grande del corpo umano. 
Tutto ciò rappresenta una vera e propria rivoluzione nell’anatomia moderna. Ecco cos’è e dove si trova secondo i ricercatori dell'Università di New York e dal Mount Sinai Beth Israel Medical Centre.


E’ ovunque
Il nuovo organo è stato ribattezzato con il nome di interstizio. Ma non lo dobbiamo immaginare come tutti gli altri, confinato in una zona specifica del corpo e con una dimensione ben determinata. 
L’interstizio, in realtà, è diffuso in ogni angolo del nostro organismo: sotto la pelle, nei tessuti che rivestono i polmoni, l’apparato digerente, i vasi sanguini e i muscoli.

Alla base dell’agopuntura?
Questo bizzarro organo è formato da particolari cavità – connessa una con l’altra – e piene di liquido. Tali cavità, tuttavia, prendono forma grazie alla presenza di elastina e collagene. 
La sua presenza potrebbe finalmente fornire una risposta a molte delle domande della moderna scienza: perché la pelle invecchia? Come fanno a diffondersi tumori e malattie degenerative? Ma, soprattutto, come è possibile che l’agopuntura funzioni?

Dov’è il tessuto connettivo?
Il motivo per cui è rimasto nell’ombra fino ai giorni nostri, nonostante le numerose ricerche scientifiche, è che parte di quest’organo era stato etichettato come tessuto connettivo. 
In realtà i metodi tradizionali che utilizzavamo per studiarlo – come l’esame al microscopio – non ci consentivano di vederlo come, in realtà, è davvero. Si pensava, infatti, che potesse trattarsi di un semplice tessuto denso e compatto.

Endomicroscopia confocale laser
Per fortuna, oggi la scienza ha a disposizione anche tecniche e strumentazioni innovative come la endomicroscopia confocale laser (CLE). 
Si tratta di un nuovissimo prodotto nato allo scopo di visualizzare le immagini della mucosa gastrointestinale in tempo reale e ad alta magnificazione. Attraverso questo, si possono vedere i tessuti vivi direttamente dentro il corpo, senza dover fare prima un prelievo.

Sorpresa!
Generalmente alcuni medici utilizzano la CLE nei pazienti malati di tumore, qualora debbano essere sottoposti a chirurgia per rimuovere o il pancreas o il dotto biliare. 
E proprio grazie a quest’utilizzo è stato possibile osservare la presenza di un organo sconosciuto: l’interstizio. Una volta compreso che nel nostro organismo c’era qualcosa di «anomalo», gli studi sono proseguiti anche in altre zone del corpo. E da lì gli scienziati si sono trovati di fronte a una vera e propria sorpresa.

Un organo complesso
La reale struttura dell’interstizio è stata evidenziata successivamente (quasi) in ogni angolo del corpo sottoposta a movimenti e pressioni. Forse è proprio la sua incredibile complessità di funzionamento ed estensione che gli ha permesso di essere promosso a organo.
«Questa scoperta ha il potenziale per determinare grandi progressi in medicina, inclusa la possibilità di usare il campionamento del fluido interstiziale come potente strumento diagnostico», ha dichiarato Neil Theise, docente di patologia all'Università di New York.

Tumori e interstizio
A detta dei ricercatori, il fluido contenuto all’interno dell’interstizio – e il relativo movimento – potrebbe spiegare perché i tumori si diffondono così velocemente quando invadono tale organo. 
Pare infatti che esso sia in qualche modo drenato dal sistema linfatico e, più probabilmente, la sorgente da cui nasce la linfa vitale per il funzionamento delle cellule immunitarie che generano l’infiammazione.

Cambiano con il passare degli anni
Le cellule che vivono nell’interstizio mutano con il passare degli anni e, probabilmente, contribuiscono alla comparsa di rughe, di malattie infiammatorie, all’irrigidimento delle articolazioni e ai fenomeni di sclerosi e fibrosi. In due parole, tutto ciò che è legato al processo di invecchiamento.

E l’agopuntura cosa centra?
Un’altra ipotesi è correlata all’agopuntura. 
Una scienza antichissima utilizzata con successo persino ai giorni nostri, mai compresa appieno dai ricercatori moderni. Tuttavia, la presenza di un reticolato di proteine che sostiene l’interstizio, potrebbe essere in grado di generare correnti elettriche durante il loro ripiegamento. Forse è questo – ipotizzano gli scienziati – il meccanismo che sta dietro all’efficacia di questa tecnica millenaria. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.



giovedì 29 marzo 2018

Una nuova scoperta della medicina?



Scienziati americani scoprono un nuovo organo. E’ il più grande del corpo umano e probabilmente è alla base dell’efficacia dell’agopuntura

di Stefania Del Principe, 28 mar 2018



Le scoperte della scienza non finiscono mai di stupirci. 
Questa volta, in maniera quasi inaspettata, alcuni ricercatori sono riusciti a scoprire un organo completamente nuovo, del quale – fino a ieri – nessuno conosceva l’esistenza. 
E ciò che fa più sorridere è che non è affatto piccolo, anzi, è il più grande del corpo umano. 
Tutto ciò rappresenta una vera e propria rivoluzione nell’anatomia moderna. 
Ecco cos’è e dove si trova secondo i ricercatori dell'Università di New York e dal Mount Sinai Beth Israel Medical Centre.

E’ ovunque
Il nuovo organo è stato ribattezzato con il nome di interstizio. Ma non lo dobbiamo immaginare come tutti gli altri, confinato in una zona specifica del corpo e con una dimensione ben determinata. L’interstizio, in realtà, è diffuso in ogni angolo del nostro organismo: sotto la pelle, nei tessuti che rivestono i polmoni, l’apparato digerente, i vasi sanguini e i muscoli.

Alla base dell’agopuntura?
Questo bizzarro organo è formato da particolari cavità – connessa una con l’altra – e piene di liquido. Tali cavità, tuttavia, prendono forma grazie alla presenza di elastina e collagene. La sua presenza potrebbe finalmente fornire una risposta a molte delle domande della moderna scienza: perché la pelle invecchia? Come fanno a diffondersi tumori e malattie degenerative? Ma, soprattutto, come è possibile che l’agopuntura funzioni?

Dov’è il tessuto connettivo?
Il motivo per cui è rimasto nell’ombra fino ai giorni nostri, nonostante le numerose ricerche scientifiche, è che parte di quest’organo era stato etichettato come tessuto connettivo. In realtà i metodi tradizionali che utilizzavamo per studiarlo – come l’esame al microscopio – non ci consentivano di vederlo come, in realtà, è davvero. Si pensava, infatti, che potesse trattarsi di un semplice tessuto denso e compatto.

Endomicroscopia confocale laser
Per fortuna, oggi la scienza ha a disposizione anche tecniche e strumentazioni innovative come la endomicroscopia confocale laser (CLE). Si tratta di un nuovissimo prodotto nato allo scopo di visualizzare le immagini della mucosa gastrointestinale in tempo reale e ad alta magnificazione. Attraverso questo, si possono vedere i tessuti vivi direttamente dentro il corpo, senza dover fare prima un prelievo.

Sorpresa!
Generalmente alcuni medici utilizzano la CLE nei pazienti malati di tumore, qualora debbano essere sottoposti a chirurgia per rimuovere o il pancreas o il dotto biliare. E proprio grazie a quest’utilizzo è stato possibile osservare la presenza di un organo sconosciuto: l’interstizio. Una volta compreso che nel nostro organismo c’era qualcosa di «anomalo», gli studi sono proseguiti anche in altre zone del corpo. E da lì gli scienziati si sono trovati di fronte a una vera e propria sorpresa.

Un organo complesso
La reale struttura dell’interstizio è stata evidenziata successivamente (quasi) in ogni angolo del corpo sottoposta a movimenti e pressioni. Forse è proprio la sua incredibile complessità di funzionamento ed estensione che gli ha permesso di essere promosso a organo. ««Questa scoperta ha il potenziale per determinare grandi progressi in medicina, inclusa la possibilità di usare il campionamento del fluido interstiziale come potente strumento diagnostico», ha dichiarato Neil Theise, docente di patologia all'Università di New York.

Tumori e interstizio
A detta dei ricercatori, il fluido contenuto all’interno dell’interstizio – e il relativo movimento – potrebbe spiegare perché i tumori si diffondono così velocemente quando invadono tale organo. Pare infatti che esso sia in qualche modo drenato dal sistema linfatico e, più probabilmente, la sorgente da cui nasce la linfa vitale per il funzionamento delle cellule immunitarie che generano l’infiammazione.

Cambiano con il passare degli anni
Le cellule che vivono nell’interstizio mutano con il passare degli anni e, probabilmente, contribuiscono alla comparsa di rughe, di malattie infiammatorie, all’irrigidimento delle articolazioni e ai fenomeni di sclerosi e fibrosi. In due parole, tutto ciò che è legato al processo di invecchiamento.

E l’agopuntura cosa centra?
Un’altra ipotesi è correlata all’agopuntura. Una scienza antichissima utilizzata con successo persino ai giorni nostri, mai compresa appieno dai ricercatori moderni. Tuttavia, la presenza di un reticolato di proteine che sostiene l’interstizio, potrebbe essere in grado di generare correnti elettriche durante il loro ripiegamento. Forse è questo – ipotizzano gli scienziati – il meccanismo che sta dietro all’efficacia di questa tecnica millenaria. 
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.



Fonti scientifiche

martedì 29 marzo 2016

Le città possono trasformarsi in oasi vivibili...



di Giacomo Talignani
9 mar 2016

Le strade sono fatte per le persone o per le auto? 

Per una tesi del suo master all'università di Amsterdam Cornelia Dinca ha dato vita a un progetto che prova a rispondere a questa domanda, cercando di far capire a tutte le città del mondo come e perché la 'Venezia del Nord' si sia trasformata in una città così vivibile e non più auto-centrica. 

Ha preso ispirazione da un tweet di Cycling Professor che mostrando una foto scriveva: "La scusa che la vostra città non è Amsterdam non è valida. Anche Amsterdam prima non era così: c'è voluto tempo e uno sforzo radicale". 
Quella foto mostrava il comune olandese com'era 30 anni fa, pieno d'auto, e come è oggi: un paradiso per pedoni, biciclette e bambini. 

La tesi di Dinca è che tutte le città potrebbero applicare questo modello e cambiare veramente le cose. "Ci sono volute proteste e anni di riforme per arrivare a oggi. Chi scende alla stazione di Amsterdam pensa che sia sempre stata così: 'bike friendly' e a portata di tutti, con poche auto che inquinano. Ma non è così, solo dagli anni Novanta abbiamo cominciato a realizzare tutto ciò". 
Per questo ha lanciato il progetto SustainableAmsterdam, fatto di scatti dell'Amsterdam di allora e quella di adesso: "Che sia di ispirazione per tutti coloro che vogliono cambiare. Noi lo abbiamo fatto".


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam


Le strade sono per le persone o per le auto? La lezione di Amsterdam

mercoledì 27 gennaio 2016

Non è detto che l’uomo sia l’ultimo passo dell’evoluzione...

Da La Stampa

Il ricordo dell’amico Tomaso Poggio, fisico del Mit

di Francesco Rigatelli





Un maestro, un collega, un compagno di vacanze in Liguria.
Questo è stato negli anni l’informatico appena scomparso Marvin Minsky (New York, 9 ago 1927 - Boston, 24 gen 2016; padre dell'intelligenza artificiale) per il fisico Tomaso Poggio, direttore del «Brains, minds and machines» del Mit di Boston, il centro dove si punta a replicare i meccanismi del cervello per i robot. 

All’inizio eravate come maestro e allievo? 

«La prima volta che lo incontrai, nel 1973, lavoravo ancora al Max Planck Institute di Monaco di Baviera. Abituato alla formalità degli scienziati tedeschi, mi colpì Minsky in scarpe da ginnastica e con una cintura di corda costruita da solo. Ero poco più che studente, ma mi tenne a parlare per ore e mi accompagnò pure in albergo con la sua macchina scassata». 

Poi avete lavorato insieme? 

«Il mio primo posto al Mit, dove mi sono trasferito anni dopo, è stato il laboratorio sull’intelligenza artificiale da lui fondato. Nacque subito un’amicizia. Tra l’altro, mi capitò di occupare un ufficio che era stato suo. Anche le nostre mogli si conobbero e facemmo delle vacanze insieme a Levanto in Liguria». 

Che tipo era Minsky? 

«Amichevole e geniale. Sia lui sia sua moglie, un medico, erano stati bambini prodigio. Io mi sentivo come un ex allievo divenuto collega. Lui mi sembrava un bambino che giocava con le idee, un innamorato della scienza e del problema dell’intelligenza. Ha mantenuto fino all’ultimo quell’atteggiamento. Disponibile a discutere con tutti e tenero con i più piccoli, perché si era sempre sentito uno di loro, un bambino». 

Cosa la colpiva dei suoi studi? 

«Quella grande indagine sulla natura dell’intelligenza del saggio “The society of mind”: può essere considerata una moderna filosofia sociale sull’unione delle intelligenze e il primo sguardo di uno scienziato su un sistema di calcoli fattibili da un cervello o da una macchina». 

E il dibattito odierno sull’intelligenza artificiale e sulle paure che evoca? 

«Il libro “Perceptors” è un’analisi sulle reti neuronali che va proseguita. Funzionano i sistemi di riconoscimento vocale o di visione, come le auto che guidano da sole, ma non c’è un sistema completamente intelligente, capace di replicare la coscienza umana». 

Ci sarà un giorno? 

«Non è detto che l’uomo sia l’ultimo passo dell’evoluzione. È possibile che i robot ci rimpiazzino come specie dominante, ma il vero rischio a breve sono i posti di lavoro».

giovedì 21 gennaio 2016

Il futuro del telefono cellulare?


La gente sta diventando sempre più connessa ai dispositivi, e tali dispositivi sono sempre più collegati al i loro corpi. I dispositivi oggi sono solo indossati, ma entro il 2025 potranno anche essere impiantati nei corpi. Non ci credete? Leggete qui.

Scritto da Simone Ziggiotto, il 20/01/16

Se pensate di essere gia' oggi sempre 'connessi' col vostro smartphone tutti i giorni e tutto il giorno, meglio non continuare la lettura di questo articolo, perchè vi andiamo a spiegare che cosa il futuro riserva. Un piccolo indizio: il telefono di domani sarà incorporato nel vostro corpo.

Il telefono si è evoluto diventando intelligente e quindi è stato soprannominato 'smartphone', poi l'intelligenza è arrivata anche sui braccialetti, gli 'smartband', poi siamo passati agli orologi intelligenti, gli 'smartwatch', e sono sempre di piu' gli oggetti che saranno in grado di 'connettersi' con noi e con altri oggetti. Non dovrebbe quidi sorprendervi se si immagina un futuro in cui la tecnologia integrata oggi nei nostri orologi, camicie e scarpe diventerà una normalità e la novità sarà l'avere un telefono impiantato in testa, nella mano o nel braccio.

"La gente sta diventando sempre più connessa ai dispositivi, e tali dispositivi sono sempre più collegati al i loro corpi. I dispositivi oggi sono solo indossati, ma entro il 2025 potranno anche essere impiantati nei corpi. Questi serviranno per le comunicazioni, la localizzazione e funzioni di monitoraggio dell'attività fisica e della vita quotidiana. Questi dispositivi saranno in grado di rilevare i parametri vitali per anticipare le malattie e consentiranno alle persone di agire, inviare i dati a centri di monitoraggio, o potenzialmente rilasciare farmaci automaticamente. I dispositivi impiantati probabilmente saranno anche in grado di aiutare a comunicare pensieri normalmente espressi verbalmente attraverso uno smartphone "integrato", e potenzialmente far esprimere pensieri o stati d'animo leggendo le onde cerebrali e altri segnali."

A noi sembra fantascienza tutto questo, ma non per alcuni influenti leader del settore che hanno preso parte al World Economic Forum - una fondazione senza fini di lucro con sede a Cologny, vicino a Ginevra, in Svizzera, nata nel 1971 per iniziativa dell'economista ed accademico Klaus Schwab. Del 'Forum economico mondiale' fanno parte i leader più potenti e ricchi del mondo. La Fondazione produce anche una serie di rapporti di ricerca e impegna i suoi membri in specifiche iniziative settoriali.

Leggendo uno di questi rapporti - quello datato Novembre 2015 e denominato 'Deep Shift 21 Ways Software Will Transform Global Society' - ci si puo' immaginare la loro visione del futuro e dove la società è diretta. Il pensiero comune dei membri del gruppo è che la nostra società sta' entrando in un periodo di cambiamenti epocali grazie ai progressi nella tecnologia. Basti pensare ai progressi fatti nel campo dell'intelligenza artificiale, dei dispositivi collegati a Internet (Internet of Thing), della stampa 3D e, ancora non è una realtà comune, i telefoni impiantati nella nostra testa.

"Stiamo entrando in un periodo di cambiamenti sociali epocali causati dai progressi nei software" ha detto Erik Brynjolfsson, vicepresidente del Consiglio e Direttore dell'iniziativa del MIT sull'Economia Digitale presso la Sloan School of Management, nonchè autore prolifico: ""Ora arriva la seconda età della macchina. Computer e altre innovazioni digitali stanno evolvendo per il potere mentale - la capacità di usare il cervello per comprendere e modellare i nostri ambienti - ciò che il motore a vapore e suoi discendenti fecero per la potenza muscolare. "

Inntervistati per un sondaggio, alcuni membri del gruppo hanno pensato a quali saranno i prossimi 'punti di non ritorno' (chiamati turni) che si dovrebbero verificare ad un certo punto nel tempo previsto negli anni a venire. In parole piu' semplici, hanno stimato l'anno in cui un certo campo sarà talmente evoluto che diventerà parte della quotidianità sociale. I risultati mostrano che un numero significativo di 'turni' si verificheranno nei primi anni del prossimo decennio. Per esempio, nel 2022 si concluderà il turno per gli oggetti connessi ad internet, i dispositivi indossabili, e la stampa 3D. Giaà nel 2023 inizieremo a vedere i dispositivi 'impiantabili' nel corpo

Avete visto il film 'Total Recall - Atto di Forza' del 2011? In questo film, ambientato nel futuro, vediamo i protagoniti rispondere al telefono portando la mano sopra l'orecchio, perchè il telefono viene 'impiantato' sotto la pelle. Piu' o meno questo è cio' che nella realtà potrebbe succedere entro il 2023 - solo sette anni di distanza da oggi.


Scena tratta dal film 'Total Recall'

Un'altra previsione importante del World Economic Forum è che che entro il 2026 - tra dieci anni - una su 10 auto sulle strade degli Stati Uniti sarà in grado di guidarsi da sola, senza guidatore. Aziende come Ford e Google stanno già testando su strada i veicoli autonomi, quindi non è difficile da credere questa previsione.

L'introduzione di dispositivi impiantabili nel corpo avrà sicuramente impatti sulla società, e gli esperti ne prevedono di positivi, negativi e 'neutrali' ovvero che non si puo' ancora dire se saranno benefici o meno. Tra gli impatti positivi si segnala: Riduzione dei bambini scomparsi; maggior controllo della salute e quindi piu' vite salvate; Maggiore autosufficienza e Migliore processo decisionale. Tra gli impatti negativi: Problemi di privacy e potenziale sorveglianza; Diminuzione sicurezza dei dati; Evasione dalla realtà; Aumento distrazioni (vale a dire calo del deficit di attenzione). Tra gli impatti 'neutri' ci sono: Una vita più lunga; Cambio della natura delle relazioni umane; Variazioni nelle interazioni umane e relazioni; Identificazione in tempo reale; Cambiamento culturale.

Nel 2025, ecco come potrebbe essere la società secondo le previsioni:- Il 10% delle persone indossano abiti collegati a internet (affidabile al 91,2%)
- Il 90% delle persone hanno accesso ad un servizio illimitato e gratuito (supportato dalla pubblicità) di storage (affidabile al 91.0%)
- 1 trilione di sensori si collegano a (Internet 89.2)
- Il primo robot farmacista negli Stati Uniti (86,5)
- Il 10% di occhiali da lettura si connettono ad internet (85,5)
- L'80% delle persone hanno almeno un contenuto digitale su internet (84,4)
- La prima auto stampato 3D in produzione (84.1)
- Almeno un governo ha sostituito il censimento su carta con sorgenti Big Data (82,9)
- Il primo telefono cellulare impiantabile disponibile in commercio (81.7)
- Il 5% dei prodotti di consumo vengono stampati in 3D (81.1)
- Il 90% della popolazione utilizza uno smartphone (80,7)
- Il 90% della popolazione ha accesso regolare a internet (78,8)
- Le Auto senza conducente sono il 10% di tutte le auto su strade americane 78.2)
- Il primo trapianto di un fegato stampato in 3D (76.4)


martedì 20 ottobre 2015

"Ci sono così tanti dati là fuori che aspettano di essere analizzati"...


Un algoritmo può prevedere il comportamento di una persona meglio di un essere umano


Si potrebbe pensare, o almeno sperare, che gli esseri umani siano capaci di capire i propri simili meglio di quanto farebbero delle macchine. Ma uno studio del Massachusetts institute of technology (Mit) suggerisce che un algoritmo è in grado di prevedere il comportamento di una persona più velocemente e in modo più affidabile degli esseri umani.
Max Kanter, uno studente iscritto al master in informatica all’Mit, e il suo tutor, Kalyan Veeramachaneni, ricercatore presso il laboratorio di informatica e intelligenza artificiale dell’Mit, hanno creato la Data science machine per cercare dei modelli e capire quali siano le variabili più significative.
Il loro articolo sui risultati del progetto sarà presentato alla Conferenza sulla scienza e l’analisi avanzata dei dati dell’Ieee (Istituto degli ingegneri elettrici ed elettronici) a Parigi questa settimana.
È un fatto abbastanza comune che le macchine analizzino dei dati, ma di solito spetta all’essere umano scegliere quali sono quelli utili per l’analisi. In tre gare scientifiche in cui partecipavano delle squadre di esseri umani, la macchina ha fatto previsioni più precise di 615 di questi 906 team umani. E mentre gli esseri umani hanno lavorato per mesi ai loro algoritmi di previsione, alla macchina sono bastate dalle due alle dodici ore per riuscirci.
Per esempio, in una delle gare hanno chiesto alle squadre di prevedere se uno studente si sarebbe ritirato nei dieci giorni successivi, basandosi sulle interazioni dello studente con le risorse di un corso online, e i fattori da tenere in considerazione erano molti.
Le squadre avrebbero potuto osservare a che punto del corso gli studenti consegnano i loro esercizi o se abbiano trascorso del tempo a rivedere gli appunti delle lezioni. Invece, secondo Mit News, gli indicatori più rilevanti erano due: con quanto anticipo, rispetto alla data di consegna, lo studente ha cominciato a lavorare agli esercizi, e il tempo che ha trascorso sul sito web del corso.
Queste statistiche non sono state direttamente raccolte dalla piattaforma di apprendimento online dell’Mit, ma è stato possibile desumerle dai dati disponibili.
In questa sfida la Data science machine si è comportata egregiamente, e lo stesso è successo nelle altre due gare. In una i partecipanti dovevano prevedere se un progetto finanziato con il crowdfunding sarebbe stato considerato “appassionante”. Nell’altra, infine, se un acquirente sarebbe diventato un cliente abituale.
Kanter ha dichiarato a Mit News che esistono molti usi possibili per la sua Data science machine. 
Ci sono così tanti dati là fuori che aspettano di essere analizzati”, ha affermato. “Mentre adesso se ne stanno lì fermi a non fare niente”.
(Traduzione di Federico Ferrone)

domenica 31 maggio 2015

Aspetto positivi della "pancetta" negli uomini: le donne lo preferiscono col "dadbod"



Tutti i pregi di un partner con un po’ di pancetta: spiegato il fascino irresistibile del maschio-cuscino

7 mag 2015

In inglese si chiama dadbod e indica il corpo arrotondato di chi non rifiuta una birra e a correre ci va quando ne ha voglia e non perché deve. 

Una figura con un po’ di pancetta e di maniglie dell’amore sui fianchi, abbastanza lontano dal modello abbronzato in boxer bianco. Il termine descrive l’uomo che se ne sta rilassato e invitante sul divano, strizzando l’occhio al dolce far nulla.

E, incredibilmente, le donne ne sono attratte: il richiamo del maschio-cuscino, che fa sentire a proprio agio sia emotivamente che fisicamente, è una calamita molto potente e piena di vita (e di pizza, yum...), sexy perché autentico e lontano da troppe fissazioni. Ecco alcune ragioni del perché le donne hanno un occhio molto meno critico degli uomini e apprezzano un corpo… morbidoso.

1. Le donne non si sentono in competizione con il fisicato di turno e possono sentirsi meno in soggezione se hanno i rotolini e non frequentano assiduamente una palestra.

2. Non ci si risparmia una birra e una pizza un paio di sere alla settimana (o anche tutte le sere della settimana). Una gioia per il palato.

3. Quando ci si infila sotto le coperte lui è una stufetta a pellet ed è possibile spegnere i caloriferi tagliando la bolletta.

4. E’ facile sentirsi protette dal suo strato gommoso che rimbalza ogni male del mondo e lo dissolve in un abbraccio.

5. La sua pancia è ergonomica per guardare la tv, leggere un libro, giocare a Tetris. Insomma è quasi meglio di un cuscino.

6. Non conosce insicurezza verso il suo corpo e regala questa consapevolezza alla sua partner.

7. Preferisce di gran lunga una birra e una donna con i jeanspiuttosto che una cena a base di vino e abiti eleganti. Relax.

8. Quando c’è un insetto che svolazza per casa può prendere lapartner in braccio e portarla in salvo senza rompersi un ginocchio.

9. Ai concerti riesce a tenere la partner sopraelevata consentendole una vista migliore.

10. In spiaggia non si spalma oli autoabbronzanti di dubbia provenienza ma acquista gelati per la felicità di entrambi.

11. Anche Leonardo DiCaprio ha la pancetta, e usciva con le modelle di Victoria’s Secret.

12. Al cinema compra sempre i popcorn o le caramelle gommose e questo è molto importante.

13. Riempie la maglietta in un modo così invitante che fa venire voglia di abbracciarlo e toccarlo.

14. Il suo aspetto ben lontano dal gracile comunica che lasituazione è sotto controllo e non c’è alcun bisogno di preoccuparsi, in qualsiasi caso.

15. E’ sicuramente un esperto di birre ed è possibile ordinare su suo consiglio, con la certezza di andare sul sicuro.

16. Si sa già come sarà il suo corpo tra dieci anni, a differenza del palestrato esagerato che poi ingrassa: in questo caso non ci sono sorprese.

17. Un po’ di pancetta sta all’uomo come il seno sta alla donna.


GQ
GQ

lunedì 2 febbraio 2015

Sulla terminologia del femminicidio

Dal Blog di Lameduck [Barbara Tampieri]

Sesso e possesso


6 mag 2012


Stamattina leggevo questo appello per l'adozione di un codice etico per la stampa che deve riportare i casi di "femminicidio". Al di là della definizione di "femminicidio" che non mi convince affatto:
"Femminicidio è quel tipo di violenza con la quale viene colpita una donna per il solo fatto di essere donna; si tratta di violenza sessuata, fisica, psicologica, economica, normativa, sociale e religiosa, che impedisce alla donna di esercitare appieno i diritti umani di libertà, integrità fisica e morale." 
rimango perplessa anche sui punti di questo codice. Ne riporto qui solo due, invitandovi comunque alla lettura completa dell'articolo.
1. I giornalisti e le giornaliste devono mettere in evidenza la motivazione di genere (svalorizzazione simbolica, discriminazione economica e sociale) come causa profonda della violenza contro le donne. Essi devono fare buon uso delle informazioni di casi studio e statistiche disponibili, sia quando segnalano casi di violenza contro le donne sia quando danno notizia di casi di sfruttamento sessuale e della prostituzione, collocando le notizie in un contesto più ampio che riveli la motivazione di diseguaglianza a cui sono sottoposte le donne che ne soffrono e tutte le vittime che sono femminilizzate (discriminate come se fossero donne – ad esempio omosessuali, transessuali).
4. I giornalisti e le giornaliste devono in ogni modo evitare di usare l’equazione “odio uguale amore” e mai utilizzare frasi che possano giustificare in qualche maniera simbolicamente la violenza come gesto sconsiderato o addirittura “folle” e quindi non del tutto legato alla responsabilità individuale. Da evitare in senso assoluto anche il presentare la violenza sessuale, domestica, e il femminicidio come amore passionale incontrollato con frasi dal vago sapore romanzato e romantico (follia d’amore, pazzia d’amore, amore e sangue) – La violenza e l’omicidio sono i più gravi crimini che si possono compiere contro un altro essere umano donna o uomo.
Ciò che mi spaventa di questo codice presunto etico, oltre alla sua ignoranza della psicologia e psicopatologia umane, è il suo voler ridurre un fenomeno complesso ad un semplice fatto di definizione, il suo voler inquadrare l'omicidio delle donne in uno schema di ortodossia politica dove bisogna usare le chiavi di lettura approvate dal comitato centrale.
Per dare la "libertà alle donne" infatti, se non ho capito male, bisogna limitare la libertà di espressione, imbavagliando la stampa o costringendola a scrivere secondo l'ortodossia del politically correct. Qualcosa di sempre mostruoso. Perché oltretutto, secondo questo pensiero magico, il definire il femminicidio in maniera ortodossa da parte dei giornali contribuirebbe addirittura a limitarlo.
Occorre inoltre, secondo il codice, cancellare per decreto l'intera gamma delle passioni umane che comprendono, mi dispiace per le madri costituzionaliste, anche l'odio; rendere queste passioni irrilevanti e punire un reato per se, senza prendersi la briga di indagarne le motivazioni. Un abominio giuridico.
Si dovrebbe negare, pur parlando di esseri umani, l'esistenza di relazioni affettive problematiche tra individui - e spiego alle leguleie che il termine affettività include anche sentimenti negativi come il possesso, l'invidia, la gelosia; negare la valenza patogena di tali relazioni per ridurre tutto ad un fatto politico, di principio.
La libertà delle donne, infine, passerebbe attraverso la loro definitiva separazione dall'uomo, deresponsabilizzazione e clausura in un recinto di protezionismo a tutti i costi dove, ovviamente, le donne non possono essere mai a loro volta colpevoli perché se no crolla tutta la baracca abusiva già pericolante.
Quando chiesi tempo fa ad alcune femministe se riuscissero ad inquadrare nel concetto di "femminicidio" il delitto di Sarah Scazzi, ovverosia un delitto maturato in un contesto familiare dove le donne sono la parte dominante e  tutta una serie di sentimenti ad alto tasso di estrogeni aveva provocato la morte di una ragazzina, non ho mai avuto risposta. 
Non ho avuto risposta perché un "femminicidio" probabilmente commesso da altre femmine in concorso è, a quanto pare, qualcosa che non rientra nello schema del "femminicidio" come "delitto di genere" dove la donna viene uccisa "solo in quanto donna"  e da un uomo che agisce non in quanto assassino ma in quanto uomo. Questo almeno è il concetto che si vorrebbe incidere nella pietra, chiudendo ogni ulteriore discussione su quella che è una piaga della società e che richiede quindi un approccio sociologico un tantino più approfondito.
Dispiace che un movimento potente ed importante come quello femminista si sia fatto alla fine intrappolare nell'atteggiamento piagnone e nel modus operandi tipico delle minoranze prepotenti, quelle che se sbagli le parole quando parli di loro o fai notare i loro difetti, sei un  bestemmiatore da schiacciare. In questo caso sarei, credo, una donna che odia sé stessa.
Se la morte di una donna viene ridotta sempre ad un fatto binario uomo-donna, ad un atto di guerra tra i sessi, avulso dalle sue motivazioni macrosociali insomma, si otterrà una dichiarazione di belligeranza continua uomo vs. donna che, basandosi su questioni di ortodossia, difficilmente potrà mai arrivare al ristabilimento della pace. Insomma una situazione tipo Coloni vs. Palestinesi dove i coloni, in questo frangente, non sono sempre e prevedibilmente gli uomini.
E' una politica che crea divisione tra i soggetti che, uniti, potrebbero fare molto male al sistema e quindi il potere ha interesse che restino divisi da qualcosa di infinito come la guerra trentennale al terrorismo oppure, in questo caso, la guerra dei generi. Divide et impera. Strano che le ragazze non se ne siano ancora accorte.
Considero quindi i termini "femminicidio" e "delitto di genere"  forzature ideologiche che nascondono il vero cuore del problema della violenza in aumento non solo sulle donne ma sui bambini, sugli omosessuali - che non vengono colpiti in quanto femminilizzati (che sciocchezza) ma in quanto omosessuali - sui diversi per razza e religione, su tutti quelli che portavano un triangolo colorato nei lager, sui poveri e soprattutto sui lavoratori. Le vittime di "lavoratoricidio" dall'inizio dell'anno sono già 170, per inciso. 

In Argentina hanno di recente  inserito nel codice penale un'aggravante per i delitti commessi da persone che erano legate alla vittima da vincoli di parentela o sentimentali. Mi pare giusto e ragionevole. Nello stesso decreto è stata inserita una definizione di "violenza di genere" che è più discutibile perché ideologica e compiacente verso il femminismo politico ma comunque l'impianto complessivo del provvedimento sottolinea correttamente il focus che dovrebbe essere studiato al fine di comprendere il fenomeno dell'aumento delle morti violente a danno delle donne: si uccide perché si considera la vittima una PROPRIETA'. Il senso di possesso tra amanti, tra coniugi, tra famigliari, tra dipendente e datore di lavoro, perfino tra amici. E' quello stesso senso di possesso e di potere di vita e di morte sui deboli che ha fondato per secoli l'istituzione famigliare. In quel caso erano i figli ad essere vittime di "bambinicidio". I figli li si poteva violentare in ogni modo, fisicamente e psicologicamente, da parte delle madri e dei padri, e perfino ucciderli.  Quel "t'ho fatto, ti disfo" che quelli della mia età ancora si sono sentiti dire tante volte da mamme esasperate alle quali si era improvvisamente sturato l'inconscio. 

Nessuno nega che vi sia un allarme violenza. L'aumento statistico delle morti femminili - che sono solo la punta dell'iceberg di violenze e soprusi quotidiani più nascosti - ha però più probabilmente una motivazione sociologica che di genere e potrebbe non essere affatto legata ad una presunta e congenita malvagità maschile ma essere correlata direttamente ad un disagio esistenziale più generale.
Azzardo che, in tempi di incertezza su ciò che è veramente nostro e di nostra proprietà, visto che siamo costantemente depredati del lavoro, della capacità di sostentarci e infine della libertà, seppure in modo molto subdolo, il disporre della vita di qualcuno che riteniamo una cosa di nostra proprietà dando ad esso la morte, potrebbe essere una reazione patologica, un modo per alleviare la frustrazione di chi ha paura un domani di non essere più possessore di nulla. Gli uomini potrebbero essere maggiormente sensibili a questa frustrazione, essendo stati per secoli indiscussi proprietari dei membri delle loro famiglie e non solo, anche di schiavi, lavoratori e altri sottomessi.
L'emancipazione femminile ha contribuito a mettere in discussione questo principio di predominio maschile nella proprietà degli altri esseri umani - diversi per razza o sesso - andando a scardinare le fondamenta dell'istituzione familiare e delle relazioni interpersonali e per qualche anno si è pensato di aver rifondato la società in modo più giusto, suddividendo i compiti e le responsabilità tra maschi e femmine, anche nel mondo del lavoro.
L'ultraviolenza del capitalismo neoliberista che ha reintrodotto lo schiavismo come modo di produzione, l'utilizzo dello shock and awe come arma psicologica di dominio sulle masse e le ricorrenti crisi economiche che minano le ultime certezze dell'individuo, gettandolo nella disperazione, nell'angoscia da retrocessione sociale e nel nichilismo, sono in grado di cancellare decenni di conquiste e di provocare questo aumento di violenza, di cui le donne sono ormai troppo spesso le vittime d'elezione. La macelleria femminile è solo un reparto della macelleria sociale globale, insomma.

Non occorre quindi misurare le parole con il nonio ai giornalisti per paura di offendere le donne. Non dobbiamo farci condizionare dalle trappole ideologiche che oggi sono solo strumenti di distrazione di massa dal cuore del problema: viviamo in tempiprerivoluzionari e occorre svegliarci per agire. Occorre smetterla con la guerra di genere, avere la forza di urlare, uomini e donne assieme, che la società che provoca la violenza che ci fa ammazzare tra di noi e questa crescente insostenibile diseguaglianza che ci fa regredire culturalmente e socialmente al medioevo, noi non la accetteremo più.